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“Stati generali della sanità: un’occasione di confronto e di proposta per superare l’attuale modello regionale”

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Dichiarazione del capogruppo comunale Egiziano Andreani (Lega Nord)

È stata davvero un’occasione preziosa di confronto sul tema che più incide sulla vita di ciascuno. La salute come diritto inalienabile non ammette infatti deroghe. Gli stati generali della sanità che si sono tenuti al Teatro Petrarca grazie all’impegno di questa amministrazione hanno dimostrato ancora una volta che occorre tenere viva l’attenzione su quelle che sono le declinazioni concrete di questo principio generale. E scendendo sul concreto, non possiamo non focalizzarci sul territorio di Arezzo e sulla gestione dei servizi in Toscana, partendo da uno slogan: no alla sanità dei budget.

A fine maggio abbiamo evitato per il rotto della cuffia il commissariamento. Sulla sanità regionale e a cascata sui cittadini pesa un debito di default di 8.820.000 euro, da rimborsare in 19 anni, a dispetto di quanto sbandierato in ogni occasione dal presidente Enrico Rossi in merito all’equilibrio dei conti. Il debito ha conseguenze inevitabili come i tagli? E se questi sono sui posti letto, sui servizi ospedalieri, ecco che quel diritto inalienabile di cui abbiamo accennato all’inizio verrà messo in discussione. Altro dato: 51.000 dipendenti nella sanità toscana e, di questi, uno su tre sono amministrativi mentre mancano i medici e gli infermieri come ha dimostrato la vicenda proprio dell’ospedale cittadino, il San Donato.

In merito a quest’ultimo, oramai la situazione, in certi ambiti, grida vendetta e la Lega Nord lo sta denunciando in ogni sede con atti ufficiali, comprese interrogazioni in Consiglio Comunale e Regionale.

La scelta delle macro aree della sanità compiuta dalla Regione, con una Asl sud est che va da Sestino all’isola del Giglio, come noto territori “simili” e “limitrofi”, com’è possibile solo pensare che sia quella giusta?

Le nostre proposte sono chiare: modello veneto con aree molto meno vaste, quindi più gestibili, per rendere l’assistenza e i centri decisionali vicini ai cittadini, le dimensioni migliori potrebbero essere quelle provinciali; ampliamento degli orari almeno per le visite specialistiche fino alla sera per abbattere le liste di attesa; efficienza del sistema di prevenzione, per diminuire le pratiche di cure invasive che appesantiscono il sistema dal punto di vista dei costi e soprattutto incidono pesantemente sulla vita di tutti noi.

Mercoledì, 12 Giugno, 2019