Paolucci Antonio

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Cenni biografici

Nato a Rimini nel 1939, si è laureato in Storia dell'Arte e si è avviato a 29 anni nella carriera direttiva dei Beni Culturali. Inizia la sua carriera al Ministero della Pubblica Paolucci AntonioIstruzione, (cui fino al 1975 spettavano le competenze in seguito devolute al Ministero dei Beni Culturali) sin dal 1969, avvicinandosi al mondo delle soprintendenze. Rivestirà poi dal 1980 il ruolo di Soprintendente, prima a Venezia, poi a Verona, Mantova e infine a Firenze, dove è stato Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, per poi passare alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici (diventata poi Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino) ed essere nominato anche Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana sino al collocamento a riposo per raggiunti limiti d'età, avvenuto nel 2006. Per i meriti conseguiti nell'ambito della sua attività culturale, gli sono stati conferiti incarichi di insegnamento presso l'Università di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, Istituto di Storia dell'Arte e l'Università di Siena, sede di Arezzo.

Nel 2007 è stato incaricato dal Ministro Francesco Rutelli di far parte dei quattro membri esperti che affiancano Salvatore Settis nel coordinare i lavori del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici.

Dal gennaio 1995 al maggio 1996 ha ricoperto la carica di Ministro per i Beni Culturali durante il governo di Lamberto Dini. Dopo il terremoto che ha colpito l'Umbria e le Marche nel 1997 è stato nominato Commissario Straordinario del Governo per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi.

A novembre 2007 è stato nominato dal Papa, nuovo Direttore dei Musei Vaticani, in sostituzione dell'archeologo Francesco Buranelli, il cui incarico era scaduto nel maggio 2007.

Ha curato varie mostre e sezioni di mostre. Fra le altre si sottolineano: La mostra di Santo Stefano al Ponte, organizzata nel 1980 e dedicata all'Arte Sacra a Firenze nel XVI secolo, nell'ambito della mostre medicee; Masaccio e il suo tempo, Palazzo Vecchio, Firenze 1990; Maestri e botteghe, Palazzo Strozzi, Firenze 1992; Magnificenza alla corte dei Medici, Palazzo Pitti, Firenze 1997/98, Il Rinascimento in Italia, La civiltà delle Corti, Tokyo e Roma, 2001, Silvestro Lega e il Quattrocento, Forlì 2007, Piero della Francesca, Arezzo 2007.
È insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, Legione d'Onore della Repubblica francese, Medaglia d'oro dei benemeriti della Cultura, Accademico dei Lincei, XXXV Premio Guidarello per il Giornalismo d'Autore. Vince nel 2008 il Premio Grinzane Ermitage.

Il Prof. Antonio Paolucci è autore di numerosi saggi scientifici su cataloghi e riviste specializzate oltre che di libri sulla pittura italiana del Quattrocento e del Cinquecento tra cui una monografia su Piero della Francesca (1989), che si può considerare ormai un classico della storia dell'arte e che ha contribuito a divulgare la conoscenza del pittore aretino nel mondo.

Nel febbraio 2008 è stato nominato presidente del Comitato per il Quarantennale della Fiera Antiquaria di Arezzo.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 201 del 10 dicembre 2009.

Pacini Giovanni

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Cenni biografici

Giovanni Pacini nasce a Catania (17 febbraio 1796) durante uno dei tanti trasferimenti del padre, il toscano Luigi Pacini, che per la sua professione di cantante d'oPacini Giovannipera è costretto a spostarsi da una città all'altra.

All'età di circa dodici anni inizia a studiare canto e contrappunto a Bologna e un anno dopo composizione a Venezia.
Prima di aver compiuto i diciotto anni comincia a comporre, con un certo successo alcune piccole opere buffe ma raggiunge il successo vero e proprio soltanto nel 1817 con la rappresentazione, al Teatro Re di Milano, dell'opera Adelaide e Comingio. Appena ventunenne comincia la sua lunghissima carriera nel mondo del melodramma. Nel corso di un cinquantennio comporrà quasi novanta opere superando ogni altro musicista.
Nel 1820, a Roma, collaborò con Rossini all'opera Matilde di Shabran. L'anno successivo (1821) presentò la sua opera Cesare in Egitto, che ebbe grande successo a Roma. 
Le sue due opere Alessandro nelle Indie e L’ultimo giorno di Pompei trionfarono al Teatro San Carlo nel 1824 e 1825 tanto che il successo gli consentì di occupare per diversi anni il posto di direttore del San Carlo. Le successive opere Niobe (1826), Gli Arabi nelle Gallie (1827), e I fidanzati (1829), ottennero anch'esse un enorme successo. 
Nel 1837 fu nominato Maestro di cappella a Lucca. Dopo una pausa di circa sei anni, riprese a comporre, ottenendo grande successo con le opere Saffo (che, rappresentata al San Carlo di Napoli, fu la sua opera più fortunata), Medea di Corinto, Bondelmonte ed altre ancora. Continuò comunque l'insegnamento a Viareggio nel Liceo musicale da lui fondato.
Nel 1857 si trasferì a Pescia dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale del 19 dicembre 1866.

Mussolini Benito

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Cenni biografici

Benito Amilcare Andrea Mussolini (Predappio, 29 luglio 1883 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945) è stato un politico, giornalista e dittatore italiano.

Fondatore del fascismo, fu Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato. Divenne Primo Maresciallo dell'Impero il 30 marzo 1938 e fu capo della Mussolini BenitoRepubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.

Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, e direttore del quotidiano socialista Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra di Libia e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell'Avanti! e fondò Il Popolo d'Italia, schierato su posizioni interventiste, venendo quindi espulso dal PSI. Nell'immediato dopoguerra fondò i Fasci Italiani di Combattimento (1919), poi divenuti Partito Nazionale Fascista nel 1921, e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista, autoritario e radicale.

Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere; forzando la mano delle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la Marcia su Roma, Mussolini ottenne l'incarico di costituire il Governo (30 ottobre). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel gennaio 1925 la dittatura. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito.

Nel 1935, Mussolini decise di occupare l'Etiopia, provocando l'isolamento internazionale dell'Italia. Appoggiò i franchisti nella Guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania Nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con il Patto d'Acciaio nel 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.

Nel 1940, confidando in una veloce vittoria delle Potenze dell'Asse, entrò nella seconda guerra mondiale al fianco della Germania. In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane e alla messa in minoranza durante il Gran Consiglio del Fascismo (ordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. In seguito alla completa disfatta delle forze italotedesche nell'Italia settentrionale, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945 dopo aver invano cercato di trattare la resa. Il tentativo di fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo, sul Lago di Como. Fu fucilato il giorno seguente insieme alla sua amante Claretta Petacci.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto in virtù della delibera di Consiglio Comunale del 24 maggio 1924, su proposta della Giunta Municipale.

La cittadinanza onoraria fu revocata con la Deliberazione di Giunta Municipale n. 210 del 22 marzo 1945.

Mignone Emanuele

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Emanuele Mignone - (Cavatore, 1º aprile 1864 - Arezzo, 23 dicembre 1961) è stato un vescovo cattolico italiano. Nacque a Cavatore dal padre Guido, sindaco del paeseMignone Emanuele, e dalla di lui prima moglie Adelaide Galliano, che lo lasciò orfano ad un solo anno di età.

Entrato giovinetto nel Seminario Diocesano, fu ordinato sacerdote il 14 luglio 1887. Dopo alcuni anni fu nominato parroco di Ovada, ove lasciò un ricordo vivissimo, tanto che i parrocchiani continuarono, anche da lontano, a consultarlo sui più svariati problemi. Il 21 aprile 1909 papa Pio X lo promosse vescovo di Volterra, ricevendo la consacrazione episcopale il 21 giugno successivo. Il 18 dicembre 1919 papa Benedetto XV lo trasferì ad Arezzo, di cui resse la Diocesi per 42 anni. L'ingresso solenne in diocesi avvenne il 24 aprile 1920.

Il periodo storico in cui si trovò ad esercitare il suo ministero fu tra i più travagliati: il duro primo dopoguerra, l'avvento del fascismo, la seconda guerra mondiale, la ricostruzione e la rivoluzione economica dopo il 1950.
Fece fronte ad ogni circostanza con fermezza e intelligenza. Durante la guerra fu l'unica autorità che rimase sempre in città. Giorgio Spini, che fu fra i primi ad entrare ad Arezzo insieme ai soldati anglo-americani, lo incontrò nella piazza del Duomo e riportò in un suo scritto di essere rimasto colpito dal suo coraggio.

Dopo la guerra, con l'aumentare dell'età, venne meno la sua salute, ma continuò a guidare la diocesi perfino dal letto dell'ospedale.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera di Giunta Municipale n. 302 del 6 marzo 1946, su proposta del sindaco Antonio Curina.

Mayes Frances

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Cenni biografici

Frances Mayes (Fitzgerald, 23 marzo 1940) è un'insegnante, poetessa, scrittrice di saggi, romanzi e memorie statunitense.

Nata e cresciuta a Fitzgerald, in Georgia, Mayes frequentò il College Femminile di Randolph-Macon a Lynchburg (Virginia), ed ottenne il Baccellierato in arti all'Università Mayes Francesdella Florida. Nel 1975 prese il Master in arti all'Università Statale di San Francisco, dove successivamente divenne professoressa di Scrittura Creativa, direttrice de "Il Centro di Poesia" e presidentessa del Dipartimento di Scrittura Creativa.

Mayes ha pubblicato molti lavori di poesia: Climbing Aconcagua (1977), Sunday in Another Country (1977), After Such Pleasures (1979), The Arts of Fire (1982), Hours (1984), ed Ex Voto (1995). Nel 1996 pubblica il romanzo Sotto il sole della Toscana Under the Tuscan Sun: At Home in Italy. Il libro tratta la reale esperienza in Toscana dell'autrice dove ha comprato e restaurato una villa rurale abbandonata a Cortona. Il romanzo ebbe un grande successo risultando sul New York Times primo nella lista dei libri più venduti e rimase in classifica per più di due anni. Nel 2003, liberamente basato sul romanzo, venne girato il film Sotto il sole della Toscana diretto da Audrey Wells.

Nel 1999, la Mayes fece seguire a questo successo letterario un altro bestseller internazionale Beautiful Toscana Bella Tuscany: the sweet life in Italy e nel 2000 In Tuscany. Nel 2002 pubblica il romanzo Swan.

Assieme al fotografo Steven Rothfeld e suo marito Edward Kleinshmidt, pubblica nel 2004 Bringing Tuscany Home e nel 2005 Shrines : l'Italia e i suoi tabernacoli Shrines. Images of italian worship.

La Mayes ha redatto nel 2002 l'annuale pubblicazione The Best American Travel Writing 2002 e nel 2006 Sotto il sole del Mediterraneo A Year in the World: Journeys of A Passionate Traveller, resoconto dei suoi viaggi con il marito in Grecia, Turchia, Spagna, Marocco e altri paesi come anche la città di Ferrara.

Attualmente scrive assiduamente (nel marzo 2010 è stato rilasciato il suo ultimo lavoro Every Day in Tuscany: Seasons of an Italian Life), dividendo il tempo assieme al marito, poeta anch'egli, tra le loro case a Hillsborough (Carolina del Nord), e Cortona in Italia dove ella è Direttore artistico dell'annuale Festival del sole che si tiene nella cittadina aretina.

Conferimento cittadinanza

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto in virtù della delibera di Consiglio Comunale n.346 del 30 novembre 2001.

Parte del dibattito relativo al conferimento della cittadinanza a Frances Mayes è inserito anche nel corpo della delibera di Consiglio Comunale n. 345 del 30 novembre 2001 con la quale veniva conferita la cittadinanza onoraria a Carlo Pedretti.

Martini Alfredo

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Cenni biografici

Nato a Firenze, il 18 febbraio 1921, è un ex ciclista su strada e dirigente sportivo italiano.Martini Alfredo

Professionista dal 1941 al 1957, vinse una tappa al Giro d'Italia 1950. Successivamente fu commissario tecnico della Nazionale italiana. Martini vinse il Giro dell'Appennino nel 1947, il Giro del Piemonte nel 1950, una tappa al Giro d'Italia 1950 che concluse al terzo posto dietro Koblet e Bartali vestendo la maglia rosa per una tappa, e una tappa al Tour de Suisse 1951, concluso al terzo posto dietro Kubler e Koblet.

Come direttore sportivo fu alla Ferretti e alla Sammontana dal 1969 al 1974 e vinse il Giro d'Italia 1971 con lo svedese Gösta Pettersson.

Da commissario tecnico della nazionale dal 1975 al 1997 ha condotto a conquistare la maglia iridata Francesco Moser nel 1977 a San Cristóbal (Venezuela), Giuseppe Saronni nel 1982 a Goodwood (Gran Bretagna), Moreno Argentin nel 1986 a Colorado Springs (Stati Uniti), Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix (Belgio), Gianni Bugno nel 1991 a Stoccarda (Germania) e nel 1992 a Benidorm (Spagna).

Dal 1998 è supervisore di tutte le squadre nazionali di ciclismo e Presidente Onorario della Federazione Ciclistica Italiana; contemporaneamente abbandona il suo pluridecennale incarico di CT della nazionale, lasciando il posto ad Antonio Fusi.

Nel febbraio 2008 è uscito il libro "Alfredo Martini, memorie di un grande saggio del ciclismo" di Franco Calamai, che ripercorre la vita, i ricordi e gli aneddoti di una vita passata nel mondo delle due ruote.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 114 del 8 giugno 2007 su proposta del consigliere comunale Nofri Pilade.

Qualche giorno dopo Martini trasmette una lettera autografa di ringraziamento.

Mandela Nelson

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Nelson Rolihlahla Mandela - (Mvezo, 18 luglio 1918) è un politico sudafricano, primo Presidente eletto a seguito delle prime elezioni nazionali non razziali della storia del paese e Premio Nobel per la Pace nel 1993 assieme a Frederik Willem de Klerk.

A lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Segregato e incarcerato per ventisette anni durante i goveMandela Nelsonrni sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta, è oggi universalmente considerato un eroico combattente per la libertà. Il nome Madiba, titolo onorifico adottato dai membri anziani della sua famiglia, è divenuto in Sudafrica sinonimo di Nelson Mandela. Il nome Nelson Mandela gli venne attribuito dai missionari della scuola elementare.Da giovane studente di legge, Mandela fu coinvolto nell'opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Unitosi all'African National Congress (ANC) nel 1942, due anni dopo fondò l'associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo ed altri.

Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del Partito Nazionale, autore di una politica pro-apartheid di segregazione razziale, Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952 organizzata dall'ANC, ed ebbe un ruolo importante nell'assemblea popolare del 1955, la cui adozione della Carta della Libertà stabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid.
Durante questo periodo Mandela ed il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l'ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale.

Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa, fu arrestato insieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956, ed accusato di tradimento. Seguì un aggressivo processo, durato dal 1956 al 1961, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti. Nell'agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero.

Durante la sua prigionia, la polizia arrestò importanti capi dell'ANC, l'11 luglio 1963 presso la Liliesleaf Farm, di Rivonia. Mandela fu considerato fra i responsabili, e insieme ad altri fu accusato di sabotaggio e altri crimini equivalenti al tradimento (ma più facili per il governo da dimostrare). Joel Joffe, Arthur Chaskalson e George Bizos fecero parte della squadra di difesa che rappresentò gli accusati. Tutti, ad eccezione di Rusty Bernstein, furono ritenuti colpevoli e condannati all'ergastolo, il 12 giugno 1964. L'imputazione includeva il coinvolgimento nell'organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi ad invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell'opposizione all'apartheid, e lo slogan "Nelson Mandela Libero" divenne l'urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo.
Divenuto libero cittadino e Presidente dell'ANC (luglio 1991 - dicembre 1999) Mandela concorse per la carica di presidente del Sudafrica e vinse, diventando il primo capo di stato di colore.

Come presidente, (maggio 1994 - giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime basato sull'apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla riconciliazione nazionale ed internazionale.

Dopo aver abbandonato la carica di Presidente nel 1999, Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili ed umani.

 

Cittadinanza onoraria
Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 935 del 14 settembre 1988, su proposta della consigliera Maria Bruttini.

Likhachev Dimitriy Sergeyevichev

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Cenni Biografici

Dimitry Sergeyevichev Likhachev ( 28 novembre 1906, San Pietroburgo, Russia - 30 settembre 1999 , San Pietroburgo, Federazione Russa) è stato filolLikhachev Dimitriy Sergeyevichevogo , critico, sceneggiatore, Accademia delle Scienze (fino al 1991 - l'URSS).

E' stato una vera e propria "coscienza della nazione". Autore di opere fondamentali sulla storia della letteratura russa (per lo più antico), e cultura russa. Autore di opere (tra cui più di quaranta libri) per una vasta gamma di questioni di teoria e storia della vecchia letteratura russa, molti dei quali sono stati tradotti in inglese, bulgaro, italiano, polacco, serbo, croato, ceco, francese, spagnolo, giapponese, cinese, tedesco ed altre lingue.
Autore moltissime opere scientifiche e di saggistica. Likhachev ha dato un notevole contributo allo studio della letteratura antica e dell'arte.
Gli interessi di ricerca di Likhachev erano molto vasti: dallo studio dell'iconografia all'analisi dei prigionieri di guerra alla vita carceraria.
Nel corso degli anni della sua attività è stato un difensore attivo di ogni forma di cultura, sostenitore della moralità e spiritualità. Ha preso parte alla conservazione e restauro di vari siti culturali di San Pietroburgo e dei suoi sobborghi.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 8 del 20 gennaio 1993.

Lapini Orazio

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Cenni biografici

Orazio Lapini - (Subbiano 15 giugno 1859 - 9 aprile 1933). Poeta e scrittore. Nato da famiglia nobile aretina (suo nonno Lorenzo Giovacchino era stato ascritto alla nobiltà aretina il 6 gennaio 1837; lo stemma della famiglia consiste in un pino sostenuto da due cervi in campo azzurro), frequentò dapprima il Liceo di Arezzo, laureandosi poi nel 1883 a Pisa in Scienze Naturali con l’illustre geologo Giuseppe Meneghini. Dopo aver rinunciato, per ragioni familiari, a vari progetti di viaggio e di soggiorno all’estero in Paesi esotici e poco conosciuti, si dedicò alla cura della sua azienda agraria (nel podere delle Vaglia produceva un rinomato vinsanto, per il quale aveva fatto arrivare direttamente dalla Grecia appositi vitigni) e alla poesia.

L’editore di molte delle sue opere, il dr. Ugo Viviani, lo presentò all’Accademia Petrarca di Arezzo, di cui divenne Socio nel 1926.

Nel 1920 il suo unico figlio, Lorenzo, nato nel 1900, morì a seguito di una malattia contratta durante la guerra 1915-1918. Lapini gli dedicò il volume Conferenze e discorsi, del 1926; ma, per legarne imperituramente la memoria a un monumentum, prendendo spunto dalla mostra di edizioni di opere petrarchesche tenuta nella Casa del Petrarca nel 1928, lasciò per legato al Comune di Arezzo, dopo la propria morte, la somma di 50.000 lire (anticipandone peraltro il 5% annuo a partire dal 1929) per favorire il sorgere, sempre presso la Casa del Petrarca, di una raccolta permanente di opere di Francesco Petrarca o di argomento petrarchesco chiamata appunto Biblioteca Petrarchesca "Lorenzo Lapini".

Questa appunto fu costituita e continuò a incrementarsi per alcuni anni in quella che, nel frattempo (a partire dal 19 maggio 1931), era divenuta la sede dell’Accademia Petrarca. Dopo varie vicende, tra cui il devastante bombardamento del 2 dicembre 1943, che danneggiò e diminuì il patrimonio librario dell’Accademia, la Biblioteca Petrarchesca "Lorenzo Lapini" venne acquisita dall’Accademia col nome di "Fondo Petrarca".

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera del Podestà Guido Guidotti Mori n. 715 del 19 dicembre 1928.

Garibaldi Giuseppe

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Cenni Biografici

Giuseppe Garibaldi nasce a Nizza il 4 luglio 1807. Carattere irrequieto e desideroso di avventura, già da giovanissimo si imbarca come marinaio per Garibaldi Giuseppeintraprendere la vita sul mare.

Nel 1832, appena venticinquenne è capitano di un mercantile e nello stesso periodo inizia ad avvicinarsi ai movimenti patriottici europei ed italiani (come, ad esempio quello mazziniano della "Giovine Italia"), e ad abbracciarne gli ideali di libertà ed indipendenza.

Nel 1836 sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Combatte in Brasile e in Uruguay ed accumula una grande esperienza nelle tattiche della guerriglia basate sul movimento e sulle azioni a sorpresa. Questa esperienza avrà un grande valore per la formazione di Giuseppe Garibaldi sia come condottiero di uomini sia come tattico imprevedibile.

Nel 1848 torna in Italia dove sono scoppiati i moti di indipendenza, che vedranno le celebri Cinque Giornate di Milano. Nel 1849 partecipa alla difesa della Repubblica Romana insieme a Mazzini, Pisacane, Mameli e Manara, ed è l'anima delle forze repubblicane durante i combattimenti contro i francesi alleati di Papa Pio IX. Purtroppo i repubblicani devono cedere alla preponderanza delle forze nemiche e Garibaldi il 2 Luglio 1849 deve abbandonare Roma. Di qui, passando per vie pericolosissime lungo le quali perde molti compagni fedeli, tra i quali l'adorata moglie Anita, riesce a raggiungere il territorio del Regno di Sardegna.

Inizia quindi un periodo di vagabondaggio per il mondo, per lo più via mare, che lo porta infine nel 1857 a Caprera. Garibaldi tuttavia non abbandona gli ideali unitari e nel 1858-1859 si incontra con Cavour e Vittorio Emanuele, che lo autorizzano a costituire un corpo di volontari, corpo che fu denominato "Cacciatori delle Alpi" e al cui comando fu posto lo stesso Garibaldi.

Partecipa alla Seconda Guerra di Indipendenza cogliendo vari successi ma l'armistizio di Villafranca interrompe le sue operazioni e dei suoi Cacciatori.

Nel 1860 Giuseppe Garibaldi è promotore e capo della spedizione dei Mille; salpa da Quarto (GE) il 6 maggio 1860 e sbarca a Marsala cinque giorni dopo. Da Marsala inizia la sua marcia trionfale; batte i Borboni a Calatafimi, giunge a Milazzo, prende Palermo, Messina, Siracusa e libera completamente la Sicilia.
Il 19 agosto sbarca in Calabria e, muovendosi molto rapidamente, getta lo scompiglio nelle file borboniche, conquista Reggio, Cosenza, Salerno; il 7 settembre entra a Napoli, abbandonata dal re Francesco I ed infine sconfigge definitivamente i borbonici sul Volturno. Il 26 ottobre Garibaldi si incontra a Vairano con Vittorio Emanuele e depone nelle sue mani i territori conquistati: si ritira quindi nuovamente a Caprera, sempre pronto per combattere per gli ideali nazionali.

Nel 1862 si mette alla testa di una spedizione di volontari al fine di liberare Roma dal governo papalino, ma l'impresa è osteggiata dai Piemontesi dai quali viene fermato il 29 agosto 1862 ad Aspromonte. Imprigionato e poi liberato ripara nuovamente su Caprera, pur rimanendo in contatto con i movimenti patriottici che agiscono in Europa.

Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza al comando di Reparti Volontari. Opera nel Trentino e qui coglie la vittoria di Bezzecca (21 luglio 1866), ma, nonostante la situazione favorevole in cui si era posto nei confronti degli austriaci, Garibaldi deve sgomberare il territorio Trentino dietro ordine dei Piemontesi, al cui dispaccio risponde con quel "Obbedisco", rimasto famoso.

Nel 1867 è nuovamente a capo di una spedizione che mira alla liberazione di Roma, ma il tentativo fallisce con la sconfitta delle forze garibaldine a Mentana per mano dei Franco-Pontifici.

Nel 1871 partecipa alla sua ultima impresa bellica combattendo per i francesi nella guerra Franco-Prussiana dove, sebbene riesca a cogliere alcuni successi, nulla può per evitare la sconfitta finale della Francia. Torna infine a Caprera, dove passerà gli ultimi anni e dove si spegnerà il 2 giugno 1882.

Per un breve accenno all'ingresso delle truppe di Garibaldi ad Arezzo si veda, a mo di puro esempio, "Giuseppe Garibaldi e i suoi tempi" cap. 29 sul sito cronologia.leonardo.it.

Cittadinanza onoraria

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della deliberazione del Consiglio Generale del 25 gennaio 1861, su proposta del consigliere Francesco Tonietti.

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