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IN ITINERE: a Arezzo una mostra sull’idea del viaggio come condizione dell’uomo

Inaugurazione domenica 3 marzo alle 17,30

Fino al 20 maggio Arezzo ospita una mostra che riunisce alcuni artisti italiani alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea. Parliamo di "IN ITINERE" che sarà inaugurata domenica 3 marzo alle 17,30 e resterà aperta il martedì e il mercoledì dalle 15 alle 18, il giovedì, il venerdì e la domenica dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 20. Chiusa il lunedì. Ad accompagnare l’esposizione il catalogo curato da Liletta Fornasari e Paola Gribaudo edito da Gli Ori. Ingresso gratuito.

Curata da Liletta Fornasari e realizzata in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, la mostra propone opere di Riccardo Gusmaroli, Barbara Nejrotti, Alfredo Rapetti Mogol, con la partecipazione di Ezio Gribaudo.

Attraverso il linguaggio concettuale della pittura e della scultura, la mostra racconta “l’andare”, “lo spostarsi” e di conseguenza affronta i temi del movimento inteso come trasformazione, crescita individuale e progressione spirituale. Le opere di Gusmaroli, della Nejrotti e di Rapetti Mogol offrono infatti una lettura del viaggio come metafora della vita, come atto evolutivo, come mistero, come tradizione, come indagine nel proprio io, oltre che come immersione nella parola.

Barbara Nejrotti è artista che ha sostituito il pennello con l’ago, inventando una tecnica personale, raffinata e inedita, capace di creare un intreccio intellettuale di un percorso mentale e simbolico. Le sue opere si confrontano con i celebri alfabeti di Alfredo Rapetti Mogol, capace di fondere pittura e scultura attraverso una tecnica singolare che unisce materiali diversi a partire dalla parola scritta. Riccardo Gusmaroli si incentra proprio sulla proiezione visiva e materica del viaggio dell’uomo, interpretandolo come condizione del vivere.

La mostra aretina, si arricchisce di un prologo prezioso; si presentano infatti alcuni quaderni di viaggio di Ezio Gribaudo, artista che con tratto elegante e un uso straordinario del colore, riesce a comunicare meraviglia, suggestione e desiderio di conoscenza. Le sue vedute, tra disegni, acquarelli, pastelli, colte come avrebbe fatto un vero grand tourist di fine Settecento, sono vere e proprie “pagine” d’arte che raccontano e suscitano metamorfosi interiori.

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