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Il Comune “chiama” i professionisti e il volontariato: “stiamo uniti per la sanità aretina”

Ghinelli e Tanti: “tenete duro, sul superamento delle aslone non ci fermeremo”

Gli addii di queste settimane pesano molto, ma noi siamo consapevoli che molte eccellenze sono rimaste ad Arezzo, alcune anche con disagio, ma tutte con la volontà di garantire il meglio per i cittadini. Se quindi guardiamo con dispiacere a chi se ne va, esprimiamo stima e gratitudine a chi, tutti i giorni, dà un servizio sanitario di grande qualità. Proprio a chi decide di rimanere ad Arezzo noi dobbiamo il massimo rispetto e la massima attenzione”.

A seguito degli abbandoni “eccellenti” e dei “rumors” su altre possibili scelte che potrebbero ulteriormente penalizzare il presidio ospedaliero aretino, il sindaco Alessandro Ghinelli e l'assessore alle politiche sanitarie Lucia Tanti esprimono il loro sostegno e apprezzamento per il personale sanitario del nosocomio: “il San Donato è un presidio ospedaliero che vede la presenza di personale medico e paramedico di grande professionalità, in grado di offrire agli aretini prestazioni importanti e con tutte le caratteristiche per essere un'eccellenza. Il 'male' della sanità toscana e aretina è nel sistema impazzito voluto dalla Regione e che noi intendiamo cambiare, non per partito preso, ma perché il fallimento è un dato di fatto. Per questo abbiamo bisogno di tutti, per costringere la Regione a un passo indietro su una scelta folle che crea enormi difficoltà al personale e ricade sui servizi e sui cittadini e per portare la Regione a un tavolo di trattativa serrata su assetti, risorse e prospettive. Ringraziamo tutti quei professionisti della Asl, compresi i livelli apicali spesso oggetto di strali solo in quanto esecutori di politiche regionali, e soprattutto rassicuriamo i cittadini perché l'unica cosa sbagliata e inefficiente è il disegno politico della Regione.

A settembre - concludono sindaco e assessore - riapriranno le trattative con Firenze: ci aspetta un autunno caldo, perché noi non accetteremo mai che gli errori della Regione continuino a mortificare il tanto di buono che c'è e che rischia di perdersi tra fughe di chi va e mortificazioni di chi resta. A chi resta diciamo: uniamo le forze, il Comune c'è e non si ferma”.

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