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“Solo 15 gli immigrati del progetto Sprar”

L'assessore Barbara Magi risponde al consigliere comunale Francesco Romizi

“La comunicazione del consigliere Romizi è mistificatrice e manipolatrice della realtà. Ad Arezzo fino al 31 dicembre 2016 erano presenti solo 15 immigrati del progetto Sprar, sistema di seconda accoglienza destinata ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione internazionale. Fino al 31 dicembre 2016, data di scadenza del contratto firmato dall'amministrazione precedente con il Ministero dell'Interno e non rinnovato, il Comune ne ha gestito, sì, gli aspetti contabili, economici e amministrativi, ma delle sole 15 presenze, di cui il 70% provenienti su indicazione del ministero anche da altre provincie e solo il 30% dai Cas interni. Quindi è necessario distinguere i richiedenti asilo del progetto Sprar dagli immigrati presenti nella città, che sono 400 accolti nei Cas, la cui gestione è esclusiva della prefettura, e sulla quale nulla può il sindaco”. A parlare è l'assessore alla sicurezza e immigrazione del Comune di Arezzo Barbara Magi, in risposta alla dichiarazione del consigliere Francesco Romizi sulla gestione dell'immigrazione.

A sostegno dell'assessore Magi intervengono anche l'assessore alle politiche sociali Lucia Tanti e l'assessore al patrimonio Tiziana Nisini: “al di là delle inesattezze sopra evidenziate e necessarie di chiarimento, rimane un quesito esclusivamente politico: può essere oggettivo e sereno nella valutazione della gestione e del conseguente business circa l'accoglienza chi di questa gestione è protagonista in prima persona? Si ricorda infatti che il consigliere Romizi legttimamente è, come si evince dal suo curriculum vite, responsabile delle relazioni esterne e rapporti con la pubblica amministrazione della associazione culturale del Bangladesh, la quale dai dati della prefettura risulta essere aggiudicataria di 40 posti di accoglienza per un totale annuo di 509.540 euro: ciò potrebbe far pensare a un conflitto di interessi almeno generale nell'affrontare una tematica che rappresenta il suo quotidiano impegno di lavoro” - concludono Tanti e Nisini.

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