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Approfondimento: la rassegna spettacolo per spettacolo

martedì 22 gennaio ore 10.30 (TEATRO MECENATE)

La Piccionaia

STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE

Drammaturgia Carlo Presotto e Titino Carrara
Regia Titino Carrara 
Con Carlo Presotto, Giorgia Antonelli, Matteo Balbo
Tele Racconto di Giacomo Verde

(dai 8 /11 anni)

 

Nata dal celebre racconto di Luis Sepulveda, questa messinscena ne rievoca l’atmosfera, affrontando con la stessa levità, la stessa ironia i temi cari allo scrittore cileno. Sul palcoscenico si snoda l’avventura di personaggi ormai familiari al pubblico dei ragazzi: la gabbiana Kengah, il burbero Zorba, il saccente Diderot, e poi Fortunata, il dispettoso Mattia e i perfidi topi.

Il narratore è lo sguardo di una telecamera a circuito chiuso, che gioca con piccoli oggetti comuni, inventa personaggi e situazioni su un grande schermo che campeggia, sghembo, sul fondo della scena. Il teleracconto si fa elemento attivo della storia, grazie all’abilità degli interpreti, che con questa interagiscono; si modifica il rapporto con il reale e si perde la coincidenza tra l’essere e l’apparire, a sottolineare che ogni cosa può essere ‘diversa’.

A saperli ben guardare, una penna d’oca puo’diventare un gabbiano, una goccia d’inchiostro un mare di petrolio, un gomitolo di lana un gatto curioso

 

 

martedì 29 gennaio ore 9.15 ore 11

Libera Accademia del Teatro

NATA CON LA STELLA

vita di Hetty Hillesum

con Alessandra Bedino  Claudia Bombardella

regia Amina Kovacevich

(14/19 anni)

 

Nel settembre del 1943 venne deportata nel campo di sterminio di Auschtwtiz, insieme a migliaia di altri ebrei, una giovane donna olandese : Etty Hillesum. Due anni prima Etty aveva trovato il filo della propria esistenza, iniziando a scrivere un diario che diventerà una delle testimonianze più elevate e memorabili del nostro tempo.  Etty aveva 27 anni quando iniziò a scrivere e 29 quando fu uccisa ad Auschwitz con tutta la sua famiglia.

Quarant’anni dopo, i suoi scritti sono usciti dall’ombra e sono giunti fino a noi, svelando il progressivo maturare di una cosienza e di un’anima che non abdicano nemmeno nelle condizioni più terribili. Otto quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile, questi quaderni sono il diario di Etty Hillesum. Abbracciano tutto il 1941 e il 1942. Erano gli anni in cui in tutta l’Europa si rappresentava il dramma dello sterminio. Etty scrisse un contro-dramma.

La specificità della sua vita sta nel fatto che lei non cerca di fuggire, di difendersi dalle deoportazioni, ma VOLONTARIAMENTE sceglie di andare nel campo di transito di Westerbork per portare il suo aiuto agli altri ebrei destinati ad Auschwtiz

 

martedì 5 febbraio ore 9.15 ore 11

Collaborazione Teatro di Anghiari

L’OSPITE DI DRACULA

Concerto noir per voce narrante

con Andrea Valbonetti, Andrea Alvisi, Roberto Bianchi, Stefano Falleri, Mirco Taschini, Guido Fioni

regia Andrea Alvisi

(dai 14/19 anni)

 

Uno spettacolo teatrale nasce sempre dall'urgenza di qualcuno di comunicare qualcosa. Nel caso de “L'ospite di Dracula” si è voluta mettere in scena la passione per il “noir”, con il semplice, ma ambizioso intento di trasportare il pubblico in una dimensione “altra”, misteriosa e soprannaturale.  La sfida di questo spettacolo è stata proprio quella di portare in scena una storia accessibile ma, al tempo stesso, affascinante che conferma Bram Stoker un abilissimo manipolatore di trame e un grande creatore di macabre atmosfere.

 

mercoledì 6 febbraio ore 9.15 ore 11

Noidellescarpediverse

ALL’OMBRA DEI GIGANTI

di e con Samuele Boncompagni

(dai 10/14 anni)

 

Il Calcio di oggi è un gioco che è diventato spettacolo (nel senso di showbusiness), dove gli eventi sportivi sembrano passare in secondo piano rispetto a tutto il resto, dove i calciatori migliori prima dei loro goal pensano a dettare la moda di un nuovo taglio di capelli, a consigliare il locale giusto da frequentare, a scrivere libri.

Come scrive il grande scrittore Edoardo Galeano: “la storia del calcio è un triste viaggio dal piacere al dovere. A mano a mano che lo sport si è fatto industria, è andato perdendo la bellezza che nasce dall'allegria di giocare per giocare. In questo mondo di fine secolo, il calcio professionistico condanna ciò che è inutile, ed è inutile ciò che non rende”.  Come le Storie, che non rendono nel senso dei soldi, ma che rendono migliori. Questo ci piace pensare, anzi ne siamo convinti. Per questo abbiamo selezionato delle Storie, belle da raccontare, di Campioni dimenticati, curiose, drammatiche, che vanno dalla fine dell’800 fino agli anni ’50 del XX secolo, che dall’Europa arrivano in Sudamerica e abbracciano tutto il Mondo. Storie di un Calcio che fu, dove ci sono un campo con le righe bianche, due porte e ventidue giocatori che corrono dietro ad una palla, proprio come oggi, ma che racconto di protagonisti e anni dove il Calcio era prima di tutto un gioco e ancora non era un’industria dello spettacolo.

 

 

giovedì 14 febbraio ore 9.15 ore 11

Officine della Cultura

FIABE DAL MONDO

a cura dell’ Orchestra Multietnica di Arezzo

diretta da

Enrico Fink

(dai 8 /11 anni)

 

Lo spettacolo alterna racconti, canzoni e musiche prese dalle tradizioni dei paesi di provenienza di alcuni dei musicisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. La straordinaria esperienza di integrazione dell’OMA viene così proposta anche al pubblico dei più piccoli, in una sorta di concerto/racconto durante il quale i bambini e i ragazzi possono fare conoscenza con musiche, strumenti e storie nuove e affascinanti, narrate da chi quelle fiabe da bambino se le è sentite raccontare dai nonni dai genitori o dai fratelli maggiori.

Dopo cinque anni di concerti in giro per una buona parte dell’Italia e dopo molti laboratori e incontri nelle scuole della propria città, i musicisti dell’OMA hanno sentito il bisogno di creare uno spettacolo destinato al pubblico scolastico, in cui è sempre più consistente la presenza di ragazzi stranieri e di seconda generazione. Pensiamo che questo, come altri progetti, possa essere utile per favorire la conoscenza delle culture dei compagni di classe, e per mantenere vivo l’interesse verso la propria cultura d’origine per i bambini immigrati da piccoli o di seconda generazione, il nell’ottica della costruzione di una società multiculturale coesa.

 

 

martedì 26 febbraio ore 9.30 ore 11

Sipario Toscana

IL MIO NOME E’ FANTASTICA

omaggio a Gianni Rodari

a cura di Fabrizio Cassanelli Serena Gatti Letizia Pardi

(dai 3 / 8 anni)                                                                                                                   

 

In scena una bizzarra creatura in continua metamorfosi, appare e scompare dalla sua piccola casa–quinta variopinta. Si perde, si ritrova, si riperde. E’ curiosa, lunatica, poetica,fragile, magica, diversa. Il suo nome è Fantastica e dal niente,  tra incanto e  realtà,  costruisce,inventa e scopre  strane cose.  Un cappotto che cammina,un cappello che diventa  l’albero dei perché, un altro che serve the con i biscotti, una città fantastica in miniatura, un mare pieno di barchette colorate.  Fantastica gioca e giocando scopre,  tenta l'immaginazione, si tuffa nel mondo con stupore e le accadono meraviglie. Perché il cammino del fantasticare si percorre così, con lo stupore, quando dal niente può nascere tutto, quando dal semplice nasce l'immenso. Lo spettacolo è un viaggio nel mondo del fantastico, del senso, del non-senso,nell’invenzione del linguaggio, del suono, del segno, un continuo esperimento. Un viaggio in su e in giù, un viaggio su per giù, un viaggio sempre più. Un mondo di creazioni, di errori, di invenzioni “perché sbagliando, per prova, da una storia vecchia se ne può fare una nuova”. Alcune fantasie si assomigliano, altre bisbigliano, altre ci assomigliano. Nel fantasticare ci sveliamo, ci nascondiamo, ci sorprendiamo, ci emozioniamo e soprattutto ci incontriamo.  Un omaggio a  Gianni Rodari, un grande maestro e inventore, che sempre ci incanta con l’arte antica di dire parole, tentare, riprovare, capire cose nuove.

 

 

martedì 5 marzo ore 9.15 ore 11

Nata

SE PINOCCHIO FOSSE CAPPUCCETTO ROSSO

di Livio Valenti.

con Andrea Vitali, Livio Valenti, Lorenzo Bachini.

(dai 3 / 8 anni)

 

Nella casa delle fiabe, dove le storie si incrociano e si mescolano, Pinocchio e Cappuccetto Rosso decidono di fare un gioco nuovo: il burattino più famoso del mondo si travestirà con un mantello ed un cappuccio rosso ed entrerà dentro alla favola della sua amica, diventandone il protagonista. Per una volta sarà allora Pinocchio a fare visita alla Nonna, affrontando le insidie del bosco e del Lupo Cattivo…ma… ssshhh! …che nessuno sveli il suo segreto, perché il divertimento starà proprio lì: nell’ingannare quello sbruffone del Lupo e dargli una bella lezione… Il Lupo troverà allora pane per i suoi denti, letteralmente parlando, perché nemmeno un Lupo, per quanto feroce, può avere zanne tanto forti da masticare un burattino…

Un susseguirsi di gag e di momenti sognanti condurranno lo spettatore verso l’epilogo di una storia semplice e delicata, pensata per un pubblico di tutte le età, raccontata come un sogno e divertente come un gioco.

Con “Se Pinocchio fosse Cappuccetto Rosso” la Compagnia NATA intende rendere omaggio non solo a due classici della narrativa per l’infanzia ma anche al grande Gianni Rodari, per condividere con i bambini il gusto di una ricetta unica e inconfondibile, quella dell’insalata di fiabe.

 

 

mercoledì 13 marzo ore 9.15 ore 11

Diesis Teatrango

IL CIRCOLO DEI CONTASTORIE

Progetto artistico: Piero Cherici, Barbara Petrucci

Progetto musicale: Marna Fumarola (Quartetto Euphoria)

  con: Piero Cherici, Marna Fumarola Daniele Gonnelli, Stefano Olmastroni (attori del Laboratorio Permanente    di  Teatro Sociale)

regia: Barbara Petrucci

(dai 14/19 anni)

 

Un gruppo di buffoni raccontano trasformando le loro vite deformi in quelle dei personaggi, maschere tragiche oscillanti tra il riso e il pianto, senza nevrosi, come un rito che coinvolge attori e pubblico a cercare intimamente la necessità dell’azione, sospesi nel vuoto dell’imprevedibilità di quello che può succedere fuori e dentro di noi.

“ Quando si nasce si piange… e ci si ritrova in questo palcoscenico di matti”, tutti buffoni, ognuno attraverso il proprio atto creativo, per essere e allo stesso tempo non essere, accanto ad una follia che riguarda tutti. Il progetto drammaturgico e scenico sviluppa uno sguardo sull’uomo attraverso gli occhi di Shakespeare e i nostri. I personaggi altro non sono che figure che ci conducono dentro l'animo umano e le sue passioni più grandi: il desiderio di potere e sopraffazione, il dubbio profondo sul senso del vivere, l'amore contrastato fino alla morte, conflitti e gelosie, follie.... seguite dall'occhio leggero di un buffone seduto sull'altro lato dell'animo umano.

 

 

 

giovedì 14 marzo ore 9.15 ore 11

Teatro Popolare d’Arte

MARCOVALDO IN CITTA’

testo e regia di Gianfranco Pedullà

con Marco Natalucci e Gianna Deidda

(dai 10/14 anni)

 

 

Dopo vari studi e allestimenti de LE CITTA’ INVISIBILI, Gianfranco Pedullà e la sua compagnia tornano a confrontarsi con le creazioni di Calvino e arrivano, naturalmente a Marcovaldo. Marcovaldo è sicuramente una delle più riuscite invenzioni di maschera contemporanea, buffa e malinconica, ingenua e ambigua. Marcovaldo – spesso accompagnato dalla sua strana famiglia – è protagonista di una serie di favole moderne in una città moderna. In mezzo alla città di cemento e asfalto Marcovaldo va in cerca della natura. È un animo semplice, delicato, capace di osservare le foglie e i fiori dell’aiola di una piazza mentre  intorno il traffico si blocca in un ingorgo assordante e aggressivo. Come dice Calvino, questo Marcovaldo ha uno sguardo poco adatto alla città; non gli interessano i cartelli pubblicitari, i segnali, i semafori, le insegne luminose ma il passaggio delle stagioni, i residui segni che la natura lascia in città. Marcovaldo - diviso fra una famiglia numerosa e un lavoro alienante in fabbrica -  rappresenta un diverso modo di vedere la vita. Un modo di vivere non omologato nei ritmi non frenetici e nei pensieri non indotti (e in questo leggiamo un’implicita valorizzazione delle diversità e della libertà individuale).  I vari episodi ci mostrano Marcovaldo in bizzarre ferie in città su una panchina o sotto la neve a cercare legna nel bosco adiacente l’autostrada, o a inseguire un piccione, o a perdersi al supermercato confuso fra le troppe offerte e la misera capacità d’acquisto, fino a assumere le vesti di un improbabile Babbo Natale che distribuisce doni ai bambini della città.

Lo spettacolo – che utilizza una tecnica mista fra teatro d’attore e teatro di figura - segue la struttura narrativa delle storielle a episodi dei vecchi giornalini per l’infanzia.

Col suo candore Marcovaldo rappresenta una possibilità di ripensare criticamente e umoristicamente i modelli di vita che dominano le nostre città.

E in questo senso sarà un piacere e un divertimento riproporlo ai bambini e ai ragazzi di oggi.

 

 

 

Per le prenotazioni: RETE TEATRALE ARETINA: TEL 0575/1824380 FAX 0575/1824381 info@reteteatralearetina.it

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