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Approfondimento: il futuro della ex Cadorna, la parola ai cittadini. Il comunicato del percorso partecipativo

Il Comune di Arezzo patrocina e collabora al progetto di Legambiente Arezzo relativo alla progettazione partecipata dell’area strategica della ex Cadorna.

L’iniziativa, approvata e finanziata dall’Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana, ha avuto origine dalla volontà di 600 residenti ed è nata all’interno del Cantiere dei beni comuni, di cui sono portavoce Legambiente, Fabbrica del sole onlus e Territori in movimento associazione di volontariato. Il percorso di progettazione partecipata ha come obiettivo di pianificare e progettare con i cittadini buona parte degli spazi e delle volumetrie pubbliche dell’area.

Beppe Croce presidente di Legambiente: “Dopo le elezioni amministrative del giugno scorso, abbiamo predisposto questo progetto che sta già componendosi di interviste ai cosiddetti portatori di interesse, in primis gli studenti delle scuole superiori limitrofe. Dagli studenti sono uscite idee molto interessanti e voglio citarne alcune: è stata chiesta per la piazza una sistemazione complessiva a giardino per renderla accogliente. Uno spazio coperto per lezioni all'aperto anche d'inverno. Un centro per il recupero scolastico per i bambini delle elementari, una sorta di doposcuola dove i ragazzi che frequentano il liceo si rendono disponibili a fare lezione ai ‘colleghi’ più piccoli. Questo per dire quanto può essere stimolante il percorso partecipativo. Raccoglieremo anche i pareri dei costruttori privati interessati e chiederemo ai cittadini il parere sulle stesse modalità di accesso alla piazza”.

Lisa Sacchini, assessore alla partecipazione del Comune di Arezzo: “nel momento in cui mi sono trovata a gestire l'assessorato sono subito stata convinta della bontà di questo progetto: innanzitutto perché parte dai cittadini e non dalle istituzioni, in secondo luogo perché riguarda l'urbanistica, ambito attorno al quale in Europa è nata la partecipazione. Uno spazio di città così centrale e nevralgico meritava questa attenzione: non dimentichiamo che la ex Cadorna ha attorno scuole e strutture che allargano i fruitori ben oltre i residenti. Il Comune di Arezzo valuta questi percorsi un’opportunità di coinvolgimento da cui tratte utili suggerimenti per disegnare il volto urbanistico dei prossimi decenni. Ovviamente, il Comune si riserva anche la possibilità di inglobare le indicazioni in una visione complessiva dove le stesse possano trovare la giusta mediazione: l’adesione al protocollo regionale che disciplina i modi di accoglimento delle idee della cittadinanza da parte dell’amministrazione comporta comunque l’obbligo di motivazione per ogni decisione divergente”.

Non si potrà non partire dal Piano complesso di intervento già approvato dal Consiglio Comunale. Ulteriori coordinate di riferimento saranno, come detto, le parti di competenza pubblica e le indicazioni del Regolamento urbanistico che prevede, per l’area, ristrutturazioni e nuova edificazione secondo i seguenti valori massimi: 16.000 metri quadrati per edilizia privata (alloggi, uffici, negozi); 7.500 metri quadrati per strutture pubbliche (auditorium, biblioteca, servizi collettivi); sistemazione degli spazi aperti di proprietà pubblica (la piazza, elemento già di per sé qualificante).

Il processo di progettazione partecipata grazie al quale i cittadini saranno coinvolti e informati sulle scelte di trasformazione urbanistica di questa importante porzione di città prevedono camminate di quartiere, interviste, murales, stand informativi, materiale cartaceo promozionale, sito web e pagina facebook. Attraverso un Open Space Technology (OST) aperto a tutti saranno condivise idee, proposte e progetti d’uso relativi agli ambiti d’intervento indicati.

Tre i laboratori di progettazione partecipata che coinvolgeranno un campione stratificato e rappresentativo, per genere, età e residenza, di 50 cittadini. In fase preliminare i partecipanti riceveranno documentazione relativa al percorso in atto con l’obiettivo di avere un’informazione completa e consapevole. Successivamente, insieme a un gruppo di tecnici e facilitatori, i cittadini elaboreranno le visioni prodotte dall’open space con l’obiettivo di creare un progetto complessivo condiviso.

Quanto prodotto in questa fase sarà reso visibile e comprensibile attraverso rendering, masterplan, modellini o plastici che saranno presentati alla cittadinanza durante un evento pubblico in cui sarà possibile raccogliere ulteriori osservazioni.

Un’apposita commissione monitorerà lo svolgimento dell’intero percorso. Al termine, il gruppo di lavoro realizzerà una serie di linee guida per l’attuazione partecipata di un piano complesso da sottoporre alla Regione Toscana.

Si parte con l’open space sabato 19 novembre ore 15-20 presso la Facoltà di Economia dell’Università di Siena, sede di Arezzo. Le fasi successive saranno di volta in volta pubblicizzate.

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