Museo Archeologico Statale di Arezzo (cenni storici)
Ultimo aggiornamento: 4/3/2010
L'edificio e le collezioni
II Museo Archeologico Statale di Arezzo
è stato inaugurato il 1 settembre 1951 ed é intitolato a G. Cilnio Mecenate,
illustre cittadino aretino ed importante personaggio della Roma augustea
(il suo busto, copia ottocentesca dell'originale conservato a Roma, é visibile
nell'antistante giardino).
II museo ha sede nel Convento dei Monti
Olivetani di S. Bernardo, la cui costruzione fu iniziata a partire
dal XIV secolo, su parte delle strutture dell'anfiteatro romano, di cui
ripete l'andamento ellittico. AI piano inferiore sono infatti visibili
le volte dell'ambulacro appartenente a questo monumento.
Il più recente allestimento del museo è
stato completato nell'immediato dopoguerra, dando sistemazione alle collezioni
archeologiche in gran parte salvate dagli eventi bellici.
AI piano inferiore il materiale
è stato esposto secondo un criterio "topografico" e vi
sono quindi raccolti i reperti provenienti dalla città e dal suo territorio,
mentre al piano superiore si è osservata una disposizione di carattere
antiquario e sono stati esposti gli oggetti facenti parte di antiche
collezioni, la cui provenienza è varia e non sempre nota.
Questa distinzione però non ha potuto essere
sempre rigorosamente mantenuta, per rispettare le necessità espositive
e le particolari caratteristiche dell'edificio.
Tra i reperti più importanti del periodo
etrusco si possono annoverare: un torso arcaico proveniente da Marciano
in Val di Chiana e numerose terracotte templari da Arezzo città, che mostrano
la continuità dell'insediamento dal periodo arcaico al periodo ellenistico.
Di particolare rilievo estetico sono inoltre una sima tarodarcaica (480
a.c.), rinvenuta a Piazza S. Jacopo ed alcune serie di bronzetti sia di
produzione locale che di importazione.
La sala della ceramica, al piano superiore,
comprende oggetti di varia provenienza che coprono un periodo che va dall'epoca
villanoviana a quella ellenistica, eccezionali sono però alcuni esemplari
di ceramica attica fra cui una kylix attribuita a Douris, il famoso cratere
a volute con scene di Amazzonomachia di Euphronios ed un'anfora della scuola
del pittore del Dinos.
del materiale romano, che proviene quasi
interamente dalla citta e dai dintorni, fanno parte numerosi reperti musivi*
e scultorei, alcuni corredi tombali, una serie di ritratti, oltre all'ampia
collezione di terra sigillata aretina.
Storia e formazione:
agli inizi dell'800 le testimonianze archeologiche
e paleontologiche aretine facevano parte di collezioni private o erano
collocate in vari edifici della città per evitarne la dispersione.
II dott. Marco Antonio Fabroni (il cui
busto insieme a quello di G. F. Gamurrini si trova nella prima saletta
al primo piano del museo) pensò di costruire una raccolta pubblica ordinata.
A questo scopo ottenne dalla più importante istituzione culturale ed opera
Pia aretina "La Fraternita dei Laici" un locale nella
sua stessa sede.
Nel 1823 si apriva il "Museo Publico"
o "Museo della Fraternita" che, per volontà del suo direttore,
che era soprattutto geologo e naturalista, ebbe carattere scientifico oltre
che artistico.
La vera impronta archeologica fu data al
museo nel 1851, quando venne acquistata la collezione Bacci-Rossi,
che conservava un gran numero di reperti etruschi e romani oltre ad altri
preziosi oggetti di varie epoche.
A Gamurrini in particolare, così come a
Funghini, a Pasqui ed al Ministero dei Lavori Pubblici si deve il successivo
incremento della raccolta di terra sigillata.
La sede museale fu trasportata nel 1882
per esigenze di spazio a palazzo Barbolani di Montauto in via S. Lorentino
e nel 1937, le raccolte, divenute civiche, furono sistemate al Convento
di San Bernardo, sede che rimase tale anche col passaggio del museo allo
Stato nel 1957.
Sede: Via Margaritone n.10
Tel/Fax: 0575 20882
Accessibile ai disabili: parzialmente
Orario annuale: 8.30-19.30 (chiusura
biglietteria ore 19.00)
Chiusura: 1 gennaio; 1 maggio; 25
dicembre.
Ingresso: intero:€ 4,00 - ridotto
€ 2,00 (cittadini italiani e della Comunità Europea di età compresa tra
i 18 ed i 25 anni;
insegnanti statali di ruolo)
Cumulativi: € 10,00+€ 2.00 (diritto
di prenotazione) con questo biglietto è possibile visitare: Affreschi di
Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco, Museo Archeologico,
Museo statale d'Arte Mediovale e Moderna e Casa Vasari.
Gratuità: cittadini italiani e della
Comunità Europea minori di 18 anni e dai 66 anni.