Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Laretina

Portale del Comune di Arezzo

mercoledì, 19 Dicembre 2018
Portale Ufficio Stampa Approfondimenti Approfondimento: “Parole trasparenti” nel Giorno della Memoria
Conferenze stampa

Centri di aggregazione sociale: due nuovi progetti per renderli ancora migliori

20 dicembre 2018 - ore 10.30 - Sala del Camino - Palazzo Comunale

Lucia Tanti: l’impegno per i diversamente abili

17 dicembre 2018 - ore 11.30 - Piazza della Libertà

Altro…
Attività amministratori

Attività di Giunta

Attività di Consiglio

Archivio attività

Archivio Comunicati

Archivio storico dei comunicati

Archivio comunicati dell'ultimo mese

Archivio comunicati dell'ultimo anno

Esprimi il tuo parere

Il contenuto di questa pagina risponde alle tue aspettative:

Si

No, e ti dico il perchè

 

Approfondimento: “Parole trasparenti” nel Giorno della Memoria

La storia di Ettore e Adele. Nel 1939, Ettore e Adele, appena sposati, partono dall’Italia per raggiungere la Palestina e sfuggire alle persecuzioni razziali. Dopo cinque anni, Ettore va a lavorare come chimico industriale ad Abadan in Persia, alle dipendenze della Anglo Iranian Oil Company, lasciando la moglie a Tel Aviv con due figli piccolissimi. Inizia così un fitto epistolario in cui Adelina, rimasta sola a crescere i figli - Hanna e Daniel - lo rende partecipe di ogni momento della vita familiare. Caparbia e tenace, nonostante le difficoltà, i suoi titoli di studio e la professione di avvocato esercitata in precedenza presso un prestigioso legale di Milano, la giovane donna si adatta ai lavori più umili pur di partecipare economicamente al mantenimento della famiglia. Nelle lettere, frequenti e intense, i due coniugi condividono le ansie per i parenti rimasti in Italia esposti ai pericoli della guerra e della deportazione, le difficoltà quotidiane, le gioie. La permanenza all’estero e le paure vissute portano a scelte forti come la conversione al cristianesimo; qui emergono due punti di vista differenti, ma esemplificativi delle convinzioni di Ettore e di Adele. Il primo, si definisce un ebreo assimilato, di mentalità laica e si mostra favorevole all’adesione al cattolicesimo perché desidera che i figli siano sereni, tranquilli, viventi su un terreno solido. Adele, pur essendo felice del ritorno in patria, manifesta perplessità sull’abbandono delle proprie origini, convinta che la loro storia e quella dei figli non possa essere cancellata: Mi si stringe il cuore al pensiero di toglierli da un paese in cui sono liberi, uguali a tutti gli altri, orgogliosi del passato del popolo a cui appartengono per portarli altrove, dove ad ogni passo, ad ogni contatto con gli altri si sentiranno chiedere se sono ebrei, da dove vengono e a dover giustificarsi e spiegare il proprio stato per poter avere un posto nella società.

L’epistolario, che ben delinea la personalità dei protagonisti, è preceduto da un diario, scritto da Ettore durante i primi anni a Tel Aviv. Queste pagine, ricche di descrizioni, di critiche, di riflessioni, mostrano una figura attenta, laica, capace di analizzare nel profondo le tradizioni, i costumi e i giochi politici internazionali; ed è proprio nel 1943, anno di svolta della guerra, che con lucidità dà un’interessante lettura dell’antisemitismo: il problema ebraico si potrebbe risolvere integralmente soltanto in una maniera: dare agli ebrei una terra che nessuno pretende, costringerli ad andarci ad abitare, aiutarli con un prestito internazionale a trasformare quella terra nella loro Patria. Ma nessuno ha voglia di risolvere il problema ebraico in modo definitivo; dalla parte non ebraica c’è malafede. L’ebreo fa comodo perché è il miglior capro espiatorio che esista.

 

Realizzato con Plone®

2011 © Comune di Arezzo