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Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Zanzare

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La crisi climatica in atto, oltre a indurre i cambiamenti sui fenomeni meteorologici sotto gli occhi di tutti, comporta altri effetti connessi, tra cui una mutata situazione epidemiologica in ambito europeo per malattie un tempo sconosciute, perché trasmesse da vettori che negli ultimi anni hanno esteso la loro presenza nel nostro paese, o la cui manifestazione in Italia è legata all’aumento dei flussi turistici verso paesi tropicali.

Per far fronte al rischio di diffusione di tali malattie il Ministero della Salute ha messo a punto il Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, che prevede una serie di misure che vedono coinvolti Istituto Superiore di Sanità, Ispra, Istituti zooprofilattici, ASL e comuni. Ai comuni spetta la messa in atto delle misure di contenimento e di prevenzione adottate ad esempio in occasione dei recenti casi di Dengue trattati all’ospedale San Donato.

Tra le misure ordinarie stabilite dal Piano vi è quella di rinunciare ai trattamenti adulticidi, per problematiche di tossicità a lungo termine per l’ambiente e rischio di resistenza indotta nelle zanzare, per operare attraverso la riduzione dei focolai e il trattamento di quelli non eliminabili con prodotti larvicidi ed il comune di Arezzo metterà in atto un piano di prevenzione con il trattamento di caditoie e ristagni non eliminabili già a partire dalla primavera.

Ma non è sufficiente ciò che può mettere in atto il comune, poiché è soprattutto in ambito privato che si trova la maggior parte dei focolai: bastano un sottovaso con acqua o piccoli ristagni dentro oggetti abbandonati in terrazza e in giardino ad alimentare la riproduzione di zanzare a migliaia.

Con l’attenzione di ciascuno di noi nel proprio ambito domestico, possiamo contribuire alla prevenzione e a ridurre il forte disagio arrecato dalle zanzare: eliminando i ristagni, rimuovendo oggetti dove possa accumularsi acqua stagnante, ed utilizzando prodotti larvicidi nei focolai non eliminabili.

Ecco alcune buone pratiche da mettere in atto:

  • evitare i ristagni d’acqua 

Alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi. Per questo è fondamentale eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, eliminare il ristagno d’acqua al loro interno svuotandoli almeno ogni 5 giorni. Occorre pulire adeguatamente i tombini dei giardini condominiali e coprirli con una zanzariera a rete, evitando che si ostruisca dopo le piogge. Bisogna inoltre cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole egli animali e svuotare le piscinette dei bambini e mantenerle in posizione verticale quando non in uso.

  • manutenzione dei giardini e terreni

È importante rimuovere sempre gli sfalci d’erba e tenere il giardino pulito, così come non lasciare gli annaffiatoi e i secchi o altri oggetti di forma concava con l’apertura rivolta verso l’alto. Tenere pulite fontane e vasche ornamentali, ed eventualmente introdurvi pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre. Attenzione anche i fossati, la loro manutenzione costante è necessaria per garantire il deflusso evitando ristagni. Controllare lo stato di efficienza di grondaie e condotte di drenaggio.

  • attenzione ai rottami

Prestare attenzione agli oggetti depositati o abbandonati nei resedi o nei terreni intorno a casa: vecchi pneumatici, pieghe dei teli, ferraglia e altro sono i posti dove l’acqua si accumula dopo ogni pioggia e permane settimane o mesi e l’ideale per il proliferare delle zanzare.

  • trattamenti larvicidi

Trattare ogni 7-10 giorni con prodotti larvicidi, a uso domestico, i tombini e tutti i recipienti inamovibili, posti all’esterno, dove si raccoglie acqua piovana.

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