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Consiglio Comunale 22 marzo 2019: tari e definizione agevolata del contenzioso

L’assessore all’ambiente Marco Sacchetti ha presentato la proposta di delibera per l’approvazione del piano finanziario Tari per il 2019, lo strumento attraverso il quale si definiscono i costi del servizio del ciclo dei rifiuti e il totale da coprire con la riscossione del tributo. Il piano finanziario è dunque il presupposto per l’applicazione della Tari.

Le singole voci di costo vengono delineate attraverso una tabella riassuntiva, dove la più consistente è il corrispettivo a Sei Toscana. Ci sono poi, tra gli altri, i costi ulteriori per i servizi ambientali opzionali e quelli derivanti dalla gestione della Tari, adesso tornata in mano agli uffici comunali. A questo totale, va poi sommata l’addizionale provinciale.

“Le azioni del Comune di Arezzo - ha ricordato l'assessore - vanno in direzione dell'aumento della raccolta differenziata con numeri già confortanti a pochi mesi dall'avvio della riorganizzazione del servizio, che ha interessato la zona Giotto e quella adiacente alle mura grazie alla installazione dei moderni contenitori. Ciascuno ha dei sensori che permettono di controllare i livelli di riempimento e quando vengono svuotati. In centro storico, l'attuale porta a porta spurio comporta risultati sotto le attese, sempre in termini di raccolta differenziata: la riorganizzazione che abbiamo pensato consentirà di addivenire a una raccolta di prossimità grazie a 51 postazioni composte da bidoncini che permetteranno ai cittadini di conferire organico o indifferenziato 24 ore su 24. Plastica e carta resteranno a raccolta domiciliare in giorni prestabiliti. Dopo i primi 3 mesi di sperimentazione i bidoncini saranno rivestiti per renderli ancora più apprezzabili esteticamente. A fine 2020 la città sarà totalmente ammodernata. Il porta a porta nelle frazioni, dove esistente, resterà.

Rispetto al 2018 - ha proseguito Sacchetti - quest’anno i numeri ci dicono che il costo complessivo del ciclo dei rifiuti supera di poco i 18.058.000 euro, un incremento di circa il 4% che deriva soprattutto dalla quota destinata a Sei Toscana. Ovviamente ci sono stati gli investimenti fatti per i nuovi cassonetti, l'effetto di aggiornamento dei costi standard, il costo per trattamenti e smaltimenti, ma alcuni di questi incrementi sono stati compensati dalla razionalizzazione del servizio fatta dal Comune di Arezzo. E nel giro di due o tre anni, la raccolta differenziata in aumento consentirà di abbassare ulteriormente i costi per il trattamento e lo smaltimento e dunque l'ammontare della tariffa procapite. Quanto costa il ciclo dei rifiuti ai cittadini di Arezzo? In media 174 euro, a Siena sono 229, a Grosseto 276. Questo dipende dai costi impiantistici: quelli di Arezzo sono più bassi. Dal 2016 a oggi lo abbiamo inoltre ridotto del 3%”.

Matteo Bracciali: “è possibile registrare il valore dei 174 euro pro capite grazie anche a chi ha lavorato prima di questa amministrazione. Poi prendo atto che in tutta questa discussione non si è accennato all'incremento di volumetria dell'inceneritore. In che direzione andiamo sul tema smaltimento? Bruceremo i rifiuti di qualcun altro per ridurre le tariffe?

Francesco Romizi: “si è taciuto anche sui crediti Tia, che saranno spalmati nella tariffa dal 2020 in poi. Perché non investire i proventi della vendita di Aisa spa a Estra per ripianare la situazione debitoria derivante dai crediti suddetti”?

Giovanni Romanini: “c'è stato un incontro all'impianto di San Zeno, poche settimane fa, dove è emerso che il suo aumento serve per soddisfare l'aumento della richiesta di riciclo che arriverà in virtù delle politiche messe in atto dall'amministrazione”. Concetto ribadito da Egiziano Andreani: “ascoltare dati e informazioni da chi vive l'impianto ogni giorno ci porta a concludere che l'aumento dell'impianto porterà benefici. È un eccellenza che abbiamo in questo territorio che va migliorata in funzione delle generazioni future. Questo atto va in direzione degli interessi cittadini, lo rileva il dato sulla riduzione della tariffa negli anni, guarda caso coincidenti con l'attuale mandato”.

Alberto Merelli ha precisato che “il ricavato della vendita di Aisa non sarà possibile riversarlo sulla riduzione del costo del servizio e della Tari”.

“Prendo atto - ha aggiunto Matteo Bracciali - che l'aumento dell'impianto di San Zeno viene oramai dato per certo. San Zeno non può essere paragonata ad altri impianti europei, in termini di tecnologia. È un patrimonio pubblico su cui vanno fatti dei ragionamenti, discussi con i cittadini di San Zeno, vagliati assieme alla cittadinanza intera, inseriti in studi scientifici indipendenti. Allora sì, sarebbe la ricerca del giusto consenso tipico di una democrazia matura  su una scelta di questa portata”.

Angelo Rossi: “di fatto stiamo imponendo un piccolo aumento fiscale e lo voterò, nonostante le mie convinzioni, perché negli anni abbiamo lavorato bene. Ma è l'ultima volta. Dopo di che, qualsiasi pratica simile avrà il mio diniego”.

Simone Chierici: “riportiamo la discussione nel giusto alveo: Tari. Dal 2014 a oggi la tariffa è diminuita sì o no? Basta un monosillabo”.

“Intanto una precisazione - ha concluso Marco Sacchetti - ovvero che San Zeno ha criticità ambientali per la presenza di aziende, legittime, che svolgono legittimamente un'attività di trattamento dei rifiuti pericolosi. Per l’impianto di San Zeno non si parla di raddoppio. Questo deve essere chiaro per tutti. La raccolta differenziata non finisce al cassonetto. Dal passato abbiamo invece ereditato un servizio allo sbando, noi lo abbiamo razionalizzato con l'obiettivo di ridurre il carico della Tari, un tema molto caro ai cittadini”.

Il Consiglio Comunale ha approvato la delibera con 17 voti favorevoli e 6 contrari.

 

Le tariffe Tari 2019 proposte nella delibera presentata dall’assessore Alberto Merelli conosceranno dunque un incremento spalmato sulle due rate annuali, la prima con scadenza 30 aprile. Per le utenze non domestiche, quest’ultimo sarà pari al 4% mentre per le domestiche sarà “comunque inferiore, grazie al lavoro che ci ha permesso di recuperare superfici e di conseguenza aumentare la platea su cui viene applicato il tributo”.

 

Approvato dal Consiglio Comunale anche il regolamento che consente ai contribuenti che al 24 ottobre 2018 avevano una vertenza tributaria pendente con il Comune, di definire il contenzioso in maniera agevolata. I vantaggi: tali contribuenti pagheranno non le sanzioni e gli interessi comminati nell’avviso di accertamento ma soltanto il tributo, in una percentuale variabile a seconda del grado di giudizio e del suo esito. Le definizione agevolata vale per i tributi comunali: Ici, Imu, Tari e Tasi.

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