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“Dire Fare Cultura”: la Fondazione Guido d’Arezzo si presenta

L’incontro che illustrerà il modello, le intenzioni e le prospettive di un nuovo modo di fare cultura, darà il via a 4 tavoli tematici di confronto per gli operatori culturali

“Dire fare cultura”: è questo l’appuntamento pubblico con cui il prossimo sabato 9 febbraio la Fondazione Guido d’Arezzo si apre alla città e invita tutti gli operatori culturali, le istituzioni e i cittadini interessati alla partecipazione. L’incontro, che avrà luogo al Teatro Petrarca a partire dalle 9,30 e che sarà condotto da Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, e Roberto Barbetti direttore della Fondazione Guido d’Arezzo, vuole presentare il modello, le intenzioni e le prospettive di un nuovo modo di fare cultura.

Lo scorso giugno il Comune di Arezzo ha completato un lungo iter che ha portato alla modifica statutaria della esistente Fondazione Guido d’Arezzo al fine di conferire alla stessa tutte le funzioni che venivano svolte dal competente ufficio comunale. La città si è così potuta dotare di uno strumento flessibile e più snello dal punto di vista burocratico, per la gestione delle attività connesse alla cultura, vero un motore di sviluppo di Arezzo e del suo territorio.

Nei suoi primi sette mesi di vita la Fondazione così rinnovata ha progettato, prodotto e organizzato eventi che hanno riscosso notevole successo di pubblico e critica, proponendo alla città manifestazioni di particolare prestigio, quali la mostra dello scultore Gustavo Aceves “Lapidarium”, il ritorno della stagione lirica all'anfiteatro romano, la 66esima edizione del Polifonico Internazionale, la mostra “Manara biografo di Caravaggio” curata da Claudio Strinati, i calendari della stagione di prosa e di quella concertistica di “Arezzo Classica”, novità, quest'ultima, realizzata con la partecipazione di CAMU – Scuola di Musica di Fiesole.

In questo stesso periodo la Fondazione si è dotata di una struttura gestionale che le consentirà di funzionare a pieno e che dovrà ancora essere implementata sia nella parte della governance, sia nella parte di produzione del lavoro: ecco allora che la Fondazione Guido d’Arezzo si apre ai partner, istituzionali, pubblici e privati, con l’intenzione di qualificare un percorso di condivisione, attraverso il quale sia possibile definire un sistema di valorizzazione culturale capace di assorbire e armonizzare anche le proposte provenienti dall’ambito associativo dei territori.

“La Fondazione - commenta Alessandro Ghinelli - si presenta alla città e con la città si confronta per dare vita ad un modello culturale nuovo, nel quale la vivacità riscoperta e confermata delle tante forme d’arte che trovano la loro espressione nel territorio possano essere valorizzate al meglio. Arezzo ha scelto di investire sulla cultura, che la distingue e la caratterizza da sempre, per la propria crescita e il proprio sviluppo. Insieme, perché la cultura è di tutti”.

La giornata del 9 febbraio sarà solo la prima di tre diversi momenti: qui infatti saranno aperti 4 tavoli tematici, uno istituzionale, uno dedicato alle arti figurative e ai musei, uno dedicato alla musica e uno al teatro e alla danza, a cui i partecipanti al convegno potranno registrarsi. I tavoli si riuniranno e saranno operativi il successivo sabato 16 febbraio, alle 9,30, presso la Casa delle Culture. Qui i partecipanti potranno confrontarsi e presentare idee e suggerimenti che poi la Fondazione elaborerà. I risultati del confronto saranno condivisi in un incontro ancora successivo, la cui data sarà definita in base allo svolgimento dei lavori, che si offrirà come occasione per la presentazione del programma culturale del 2019.

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