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“Arezzo e la sua sanità declassati dall’attuale governo toscano. Noi non ci stiamo”

Dichiarazione dei consiglieri comunali Egiziano Andreani e Alessandro Casi

Sette posti di primario vacanti. Alcuni anche da molto tempo. Sette reparti ospedalieri senza la massima espressione medica e professionale a fare da punto di riferimento. Se questa deve essere la deriva a cui la Regione Toscana ha deciso di destinare l’ospedale di Arezzo, lo diciamo forte e chiaro: non ci stiamo.

Non ci stiamo a vedere come si sta riducendo una struttura che costituiva un’eccellenza in tutto il centro Italia e che adesso, anche a seguito di continue dimissioni, sta retrocedendo in serie B. Nonostante gli sforzi del personale in servizio di tenere alta la qualità delle prestazione che provengono da un servizio pubblico. E nonostante le difese d’ufficio della direzione sanitaria. Ecco, viene da sottolineare proprio questo: se, come dicono, l’ospedale San Donato resta a galla grazie ai dipendenti, questa affermazione conferma proprio la nostra tesi, ovvero che le colpe sono da imputare alla politica.

E la politica toscana, dai più alti vertici governativi, ha fatto una scelta, e questa è nei fatti e nelle risorse, numeri che non ingannano. Ormai il governatore Enrico Rossi, a dispetto di messaggi rassicuranti, non trova di meglio che proseguire l’opera ai danni di Arezzo anche riguardo la sanità. Su questa grave situazione coinvolgeremo i nostri eletti in Consiglio Regionale.

Concludiamo con un accenno alle recenti attività del governatore: invece di impegnare il suo tempo sul cosiddetto decreto sicurezza del governo e il modo per contrastarlo, faccia fede al suo mandato. Che è quello di occuparsi di chi amministra e non di chi sbarca. E i cittadini aretini fino a prova contraria sono toscani.

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