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Una rete a sostegno dei disabili gravi, al via il “Dopo di Noi”

Firmata la convenzione per la Zona Aretina. In arrivo 347 mila euro

Ai nastri di partenza anche nella Zona Distretto Aretina il progetto “Dopo di Noi” che, in base alla legge nazionale n. 112/2016, riguarda l’assistenza in favore delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare. Le risorse assegnate alla Zona Aretina, individuata come capofila, ammontano a 347.537,50 euro. La somma è composta dal finanziamento regionale di 313.875 euro e dal cofinanziamento dei vari partner pari a 33.662,50.

La convenzione che dà il via al progetto è stata firmata con l’obiettivo di offrire ai disabili gravi tra i 18 e 65 anni, rimasti senza sostegno familiare, servizi e cure; oppure momenti di sollievo a quelle famiglie che occupandosi a tempo pieno del congiunto disabile hanno bisogno di riposo. I più recenti dati epidemiologici della Zona Aretina rilevano la presenza di 5.569 soggetti con disabilità, di età compresa tra 0 e 64 anni.

“Nel 2016 - spiega Antonella Valeri, direttore Zona Distretto Arezzo - i nuovi casi di disabilità sono stati 773. Quindi è un problema emergente quello delle famiglie che devono sapere come saranno garantite assistenza e cura ai propri figli quando non lo potranno più fare loro. Si tratta di percorsi personalizzati per ogni individuo, per dare una vita più indipendente possibile, con supporto sia sul versante della cura personale che della gestione degli spazi, con percorsi di integrazione sociale e culturale nel territorio. Ringrazio tutti i partner che hanno preso parte al progetto triennale e chi ha lavorato dietro le quinte per la sua realizzazione, come la responsabile del sociale della Asl Donatella Frullano e i responsabili del sociale dei Comuni, in particolare del Comune di Arezzo, Paola Garavelli”.

“Abbiamo firmato - ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli - un importante accordo per offrire soluzioni qualificate ai problemi e alle esigenze delle famiglie con ragazzi disabili. Arezzo si conferma città dell’inclusione sociale, in grado di dare risposte articolate ed efficaci in un ambito, quello socio-sanitario, che l’amministrazione comunale segue con la necessaria attenzione e per il quale continua fortemente a caldeggiare un approccio di sistema”.

“Il Comune di Arezzo - ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali e sanitarie Lucia Tanti - supera una logica meramente assistenziale e mette a disposizione dei soggetti deboli un immobile finora chiuso, dove queste persone potranno alloggiare gratuitamente. Ringrazio l’assessore al patrimonio Tiziana Nisini, con la quale abbiamo condiviso questa soluzione che permette di destinare una proprietà comunale alla rigenerazione umana. Un’idea che riproporremo anche per altri ambiti, oltre a quello socio-sanitario, come il lavoro”.

Alla firma della Convenzione erano presenti anche il sindaco di Subbiano Antonio De Bari, il sindaco di Capolona Mario Francesconi e gli altri soggetti partner. I partner pubblici, oltre all’Azienda Usl Toscana Sud-Est, sono tutti i Comuni della Zona Distretto Aretina (Arezzo, Civitella della Chiana, Monte San Savino, Capolona, Castiglion Fibocchi e Subbiano); i partner privati sono la Fondazione Riconoscersi, Progetto 5, Comars, Istituto Agazzi, Koinè, l’Albero e la Rua, Residenze Sociali e Sanitarie e il Casolino. Molti sono anche i soggetti sostenitori del progetto, che sono stati sentiti e hanno dato il loro prezioso contributo.

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