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Proroga Nuove Acque, Ghinelli: "decisione improvvida"

“Ritengo improvvida la decisione di prorogare la concessione a Nuove Acque, nonché irrispettosa nei confronti dei consigli comunali e tutto sommato anche fragile da un punto di vista strettamente giuridico, tanto che ci sarà da valutare se non sia il caso di impugnarla, tenuto conto che non vi era alcuna urgenza avendo tempo fino a giugno 2018, e che una proroga di questo tipo difficilmente può essere considerato un fatto trascurabile per le comunità”. Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli commenta così la decisione assunta ieri nella conferenza territoriale a favore della proroga del servizio idrico a Nuove Acque fino al 2027. “Non comprendo la pervicacia di quei sindaci, dispiace dirlo ma sostanzialmene quasi tutti ricondicibili al PD, che pur avendo mesi davanti hanno ritenuto di non voler coinvolgere i consigli comunali, e che pur dinanzi ad un contratto che risale al 1999 e che ha messo in evidenza come il costo del servizio idrico aretino sia da considerarsi uno dei più cari in Italia, abbiano ritenuto di avallarlo senza colpo ferire”, continua Ghinelli. “Ci sono quindi tre aspetti, uno tecnico e riguarda una proroga presa in tempi strettissimi facendo un'evidente forzatura, e due sostanzialmente politici. Il primo ha a che fare con il rispetto per le rappresentanze consiliari che di fatto sono state mortificate nella possibilità di dare indirizzi ai loro Sindaci su temi così importanti. Il secondo è che esistono Comuni in questa provincia che hanno dimostrato di non aver nulla da dire sulla gestione del servizio idrico, considerando Nuove Acque come il miglior gestore possibile tanto da concedergli una proroga sopra la testa degli eletti, e di fatto promuovendo tutte le scelte prese fino ad oggi. Al contrario, io ritengo che la governance del servizio vada cambiata attraverso l'ingresso di Estra che a questo punto va accelerato e reso efficace il prima possibile. A noi serve una multiutility toscana che veda i sindaci e i Comuni protagonisti di scelte essenziali. Ritengo anche che quello di ieri sia stato un errore di forma e di sostanza, perché ha avallato scelte e posizioni che negli anni in molti avevavmo stigmatizzato come da rivedere profondamente”, conclude il sindaco di Arezzo.

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