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Consiglio comunale 29 maggio 2018 / interrogazioni

Il consiglio comunale si è aperto con la commemorazione, da parte dell'assessore Alberto Merelli, della professoressa Andreina Bresciani, recentemente scomparsa. E' stata per quaranta anni insegnante del Liceo Classico F. Petrarca e fu anche consigliere comunale di opposizione del Movimento sociale italiano.

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donato Caporali: “alcuni cittadini residenti nella zona di Santa Maria delle Grazie hanno fatto una petizione per segnalare al Comune i disagi che riscontrano in quell'area. Stesso strumento usato anche dai cittadini di Petrognano e di via della Chimera. In base a quanto mi hanno riferito i cittadini circa questi ultimi due casi l'amministrazione non ha mai risposto. Perchè? Chiedo, quindi, di avere copia di tutte le petizioni presentate all'amministrazione dal 2015 ad oggi. Inoltre, vorrei sapere quali provvedimenti sta ponendo in essere il garante della partecipazione affinché tempi e modi dello strumento della petizione siano rispettati”.

Angelo Rossi: “riguardo a Saione moltissimo, a mio avviso, è stato fatto da quello che era il contesto esplosivo dello scorso anno. C'è stato un miglioramento di tutta la situazione legata all'ordine pubblico, però purtroppo il quartiere cova al suo interno una possibile recrudescenza. A Saione la multietnicità, in massima parte, si coniuga bene con l'integrazione ed è un quartiere che mantiene, nonostante tutto, la sua anima borghese.

Esiste però un problema con alcuni gruppi etnici, come i nigeriani, frammentati politicamente nel loro Paese e segnati dalla vicenda del Biafra. Questa loro diversità intrinseca, e di contrasto tribale, la trasportano anche in Italia: ecco perché si contendono il territorio tra loro. Contenziosi acuiti anche dal fatto che il fil rouge che lega la Nigeria all'Italia è lo spaccio. Vengono nel nostro Paese fondamentalmente per questo: una situazione che è perfettamente chiara anche a Saione. Chiedo quindi al sindaco se c'è la volontà di rimuovere questi epicentri di spaccio di stupefacenti e di raggruppamenti etnici che creano disordini.

Presento anche una petizione relativa al degrado in cui versa la struttura della Ex Auto Piave, firmata da tutti i commercianti dell'area, dai residenti e da cittadini che passano di lì quotidianamente. Al degrado umano si unisce il degrado strutturale. L'edificio in questione, in totale degrado da quasi trenta anni, ormai ha una facciata cadente, dalla quale escono ratti e versa in condizioni igieniche pessime perché usata come orinatoio. Con tale petizione si intende porre all'attenzione di sindaco e Giunta la possibilità di ricostruire una copertura e una facciata alla struttura e di riportarla a condizioni di decoro e dignità per i residenti”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “al momento non solo l'etnia dei nigeriani è legata allo spaccio di droga, un ruolo di rilievo in questo traffico ce l'hanno anche i magrebini. Concordo con il fatto che il quartiere abbia un certo pregio urbanistico e edilizio. Le abitazioni, però, non hanno garage e spesso vengono quindi deprezzate.

La diversità che si ritrova nel quartiere, per la presenza di diverse etnie, è una risorsa però in primo luogo deve esserci il rispetto delle regole. Per quanto riguarda la struttura dell'Ex Auto Piave, se ci saranno i termini per un'ordinanza sulla chiusura della facciata lo faremo. Non è un'operazione facile, perché riguarda una struttura privata, ma se ricorreranno condizioni di pericolo e scarsa igiene sarò in grado di emetterla”.

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