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Consiglio Comunale 25 settembre 2017 / interrogazioni

 

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi sulle dichiarazioni del sindaco e dell'assessore Comanducci sul soggetto partner, una fondazione ad hoc, per la gestione delle politiche turistiche e culturali. “Questo nuovo soggetto di affiancherebbe ad altri esistenti, con quali criteri saranno individuati i partner privati che vi parteciperanno, ci sarà un avviso pubblico in merito, quale personale vi lavorerà, vi verrà trasferito personale comunale? Il presidente come sarà scelto”?

L'assessore Marcello Comanducci: “la nostra intenzione è dare vita a due fondazioni. Stiamo definendo la strategia per giungere a questo risultato, rispetto alle domande poste dall'interrogante le risposte sarebbero ancora premature”.

 

Francesco Romizi e Alessandro Caneschi sono tornati sulle vicende della Casa Diritta. Romizi, in particolare, sulla sospensione del servizio di sostegno alla genitorialità su mandato dei tribunali. “Un servizio gratuito, pensato per coppie italiane, eterosessuali, dunque il modello di famiglia ideale per l'assessore Lucia Tanti. Bene, questo servizio si interrompe. Verrà ripreso? Da pubblico, diventerà privato con un appalto ad hoc? I percorsi già attivati e rimasti a metà del guado con questa interruzione che fine faranno”?

“Visto che i Comuni della zona sociosanitaria in cui Arezzo è compresa passano da 6 a 23 – ha replicato l’assessore Lucia Tanti – frutto di una scelta della Regione Toscana che ha assemblato zone diverse e disomogenee e che speriamo sia rivista, siamo costretti a ripensare alla luce di questi nuovi numeri un servizio che è opzionale e che adesso non potrebbe essere svolto in maniera adeguata”.

Alessandro Caneschi ha rilevato come il Centro Aiuto alla Vita onlus, che dispone di uno sportello alla Casa Diritta che apre per dare consigli per sospendere i percorsi d'interruzione della gravidanza, ha una pagina facebook in cui diffonde continui richiami contro l'aborto ed equiparazioni dell'aborto all'omicidio. La collaborazione Comune – Centro Aiuto alla Vita si doveva sostanziare, alla Casa Diritta, solo in informazioni sull'attività di questa onlus. Un conto è un'associazione che chiede uno spazio all'amministrazione comunale dove offrire, per l'appunto, le informazioni su di essa, un altro conto è che si facciano queste equiparazioni. Il Comune dovrebbe impedirle”.

 

Meri Stella Cornacchini: “è l'ora di foto-trappole che registrino l'abbandono illecito dei rifiuti. Spesso sono rifiuti ingombranti e pericolosi per l'ambiente e le persone. Esiste un sistema sanzionatorio verso quelli che sono veri e propri reati penali e amministrativi che dovrebbe scongiurare comportamenti incivili, purtroppo questo non avviene. Lo strumento di videosorveglianza proposto ha un costo economico relativo e può essere facilmente posizionabile nelle aree più critiche”.

Anche Donato Caporali ha chiesto se il sindaco e l'assessore si preoccupino o meno del diffondersi del fenomeno. “È vero che i cittadini mostrano comportamenti incivili ma l'amministrazione pubblica dovrebbe intervenire. I centri di raccolta e i servizi di Sei Toscana dovrebbero essere monitorati per evitare la diffusione dei materiali ingombranti nel territorio. Che fine hanno fatto gli ispettori ambientali”?

“Sono già attivi – ha rilevato l'assessore Marco Sacchetti – due operatori ambientali che in questi mesi hanno operato in centro storico, informando residenti e attività commerciali. Pensiamo infatti che prima di adottare le sanzioni occorra informare. In merito alle attività economiche, stiamo pensando di aprire i centri di raccolta a queste ultime perché non vogliamo fornire alibi. Nessuno deve sentirsi legittimato ad abbandonare rifiuti. Lo strumento della foto-trappola ci convince e siamo propensi a dotarcene. Certo, vanno gestite, necessitano di un supporto e di un lavoro importante, di registrazione e verbalizzazione, non è tanto acquistarle che di per sé è semplice. Il servizio verrà gestito da una partecipata comunale. Gli ispettori ambientali passeranno a 5 e 4 saranno attivi sul territorio e uno da luogo fisso. Stiamo attivando un sistema di centralizzazione delle segnalazioni che oggi avvengono attraverso i canali più disparati: pensiamo a una app specifica”.

 

Barbara Bennati è tornata sulla Casa Diritta dove “esiste un servizio che offre un luogo protetto che dovrebbe tendere a ristabilire un giusto rapporto minori – genitori. L'incremento delle separazioni  tra coniugi e il disgregarsi delle reti di tutela dei figli hanno portato alla crescita della richiesta di mediazioni e di percorsi di supporto alla coppia. Di fronte a tutto questo, registriamo che la Casa  Diritta riposa oggi su un'unica risorsa di personale rispetto alle tre precedenti. Gli spazi che erano in passato riservati a famiglie e minori sono oggi adibiti a uffici. Quali sono le strategia per garantire e soprattutto incrementare i servizi pubblici a sostegno delle famiglie in difficoltà in quella che è la sede deputata? Chiedo inoltre quale tipo di integrazione verrà pensata tra i servizi della Casa Diritta e i servizi sulla Asl, specialmente la prevenzione dei fenomeni di abuso contro i minori”.

 

Donato Caporali ha chiesto quali sono le ragioni che hanno indotto l'assessore Lucia Tanti “ad aprire il tavolo per discutere della riapertura del dormitorio con un mese di ritardo. L'assessore si era impegnato pubblicamente in quest'aula su tempistiche precise”.

Lucia Tanti: “abbiamo slittato di una quindicina di giorni, in realtà, per capire se ci siano altre associazioni disponibili ad aiutarci per garantire un'apertura più estesa della struttura. Anche quest'anno, comunque, il dormitorio resterà disponibile per chi ne ha bisogno grazie a questa amministrazione”.

 

Ancora Donato Caporali: “la strada da Buon Riposo a Ponte Buriano dovrebbe essere coinvolta da un progetto ciclo-pedonale. Come pensa l'amministrazione di risolvere il problema dell'abbandono di rifiuti che si registra in questo tratto”?

 

Francesco Romizi: la ex Cadorna è il luogo centrale della vita cittadina e la piazza è piena di erbe infestanti che denotano l'incuria a cui la città è sottoposta da questa amministrazione, priva, oramai è evidente, di una strategia complessiva e che si muove solo secondo la logica del bisogno e dell'estemporaneità”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “la manutenzione ha una parte programmata, un piano definito che cerchiamo di implementare di anno in anno, e una parte che muove da segnalazioni puntuali dei cittadini. Ci muoviamo a seguito di queste quando ci sono zone dove crescono in maniera incontrollata degli arbusti”.

 

Ancora Francesco Romizi: “le prime piogge hanno evidenziato la vulnerabilità di Arezzo e del territorio. Il rischio idraulico e l'inadeguatezza del sistema fognario sono sotto gli occhi di tutti. Il coordinamento tra gli enti che hanno competenze in questo ambito dovrebbe essere prioritario. La precedente amministrazione aveva pensato e cominciato a realizzare le casse di espansione, una soluzione fondamentale per ridurre i pericoli. L'area dell'ospedale il primo settembre è rimasta allagata per ore. È bastato un intervento sulle caditoie a metà mattinata per risolvere il problema. È un aspetto di manutenzione, di operatività e di attuazione di progetti già pronti”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “le caditoie di via Garibaldi e Sant'Agostino erano state pulite il giorno prima eppure queste zone il primo settembre sono andate sott'acqua, a dimostrazione che non è un fatto di manutenzione ma strutturale, perché l'evento del primo settembre è stato di carattere cinquantennale e rispetto a questi fenomeni atmosferici i sistemi fognari di ogni città italiana sono stati pensati per eventi ventennali. Dunque, sono inadeguati. In ogni caso abbiamo riattivato, dopo 10 anni, un macchinario a disposizione degli addetti alla manutenzione che ci consente una pulizia quotidiana delle caditoie. Certo, i numeri sono importanti, ne abbiamo 18.000  e arriviamo a pulirne 2.500 all'anno, privilegiando quelle dove il rischio è maggiore”.

“Preciso – ha rilevato l'assessore Marco Sacchetti – che se entra in crisi il sistema fognario non entra in crisi il reticolo idrografico. Quindi, ci dobbiamo chiedere se fare interventi finanziariamente importanti come le casse di espansione sia veramente opportuno. Specie quelle sul Valtina e il Sellina. Certi interventi strutturali di lunga portata, invece, come quelli sui torrenti Covole e Bicchieraia, comportano opere rilevanti visto il contesto urbanizzato. Abbiamo inoltre liberato dai detriti il corso sotterraneo del Castro e abbiamo chiesto al Consorzio di bonifica un gruppo di pronto intervento in caso di piogge abbondanti. A proposito del Consorzio, sta intervenendo su via Romana e ha fatto uno studio di fattibilità per Antria rilevando la necessità di opere economicamente sostenibili anche, eventualmente, per le casse comunali”.

 

Donato Caporali: “in via Golgi c'è un'area verde occupata abusivamente da un privato. Quali provvedimenti intende prendere l'amministrazione”?

 

Donato Caporali: “presso la cartiera di Giovi si è verificato il crollo importante di un passaggio pedonale. È al corrente l'amministrazione di questo fatto e se sì vorrei conoscere la tempistica degli interventi”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “non sarà un intervento immediato perché coinvolge mura storiche e dunque la soprintendenza”.

 

Donato Caporali: “alcuni lampioni lungo la strada che da Cadicio porta ad Antria ancora non sono in funzione. Il tratto mantiene dunque caratteri di pericolosità e vi potrebbero essere installati dei dossi deceleranti. Nel nucleo abitato di Antria è in progetto una nuova lottizzazione, occorreranno di conseguenza misure per garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “sull'accensione dei lampioni attendo risposte dall'Enel, noi abbiamo operato come richiesto installandoli da mesi, non solo ad Antria ma anche in altre parti della città. Per i dossi il discorso non è semplice essendo una strada extra-urbana dove non sono ammessi”.

 

Alessandro Caneschi: “torno sul contributo alle popolazioni terremotate da devolvere grazie agli incassi della Giostra del Saracino 2016. È stato detto dal sindaco che il Comune, in caso di difficoltà di bilancio dell'Istituzione, avrebbe comunque provveduto direttamente. Poi, nella primavera di quest'anno è apparsa la somma di 12.000 euro. Ma a oggi non è stato erogato alcunché. È trascorso oltre un anno dai tragici eventi e da pubbliche promesse”.

 

Paolo Sisi: “con delibera del giugno 2016 era stato fatto un calendario per gli strumenti urbanistici ma le date sono state poi riviste. Il settore dell'edilizia sta subendo una crisi profonda e tutti attendevano segnali dall'amministrazione. Quali sono stati i motivi che hanno portato alla revisione e all'allungamento di questo calendario? E cosa viene detto per le varianti a oggi inevase e sulle quali non sono state fornite risposte? La cosa non è tollerabile”.

 

Paolo Sisi: “chiedo chiarimenti circa la chiusura della Fortezza il 3 settembre, quando c'erano la Fiera Antiquaria e la Giostra del Saracino. Da informazioni assunte ho capito che la chiusura era imposta da motivi di sicurezza per i colpi di mortaio che si sparano in occasione della Giostra. Mi sembra, di conseguenza, una misura esagerata, neanche si trattasse di missili nord-coreani”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “le informazioni sono corrette: il colpo di mortaio non è in sé pericoloso tuttavia comporta il maneggio di esplosivi che a sua volta necessita di misure di sicurezza specifiche. L'incremento delle norme di sicurezza in quei giorni, disposto dal ministero dell'Interno, in parte giustifica quanto adottato e che ha coinvolto la Fortezza. Vedremo tuttavia, già per il prossimo anno, di trovare la giusta soluzione, di concerto con il questore, autorità responsabile in materia, che non comprometta la fruibilità turistica del manufatto mediceo”.

 

Luciano Ralli ha chiesto quando verrà portato da sindaco il report di giunta e Ghinelli ha replicato che è stato individuato il Consiglio Comunale di ottobre.

 

Barbara Bennati: “l'amministrazione a settembre ha previsto alcuni lavori a partire da lunedì 4 e che hanno coinvolto arterie fondamentali della città: via Vittorio Veneto, via Crispi, via Guido Monaco. Perché non sono stati programmati per tempo per evitare che tutti partissero nello stesso giorno e causassero disagi importanti? Piazza Giotto continua inoltre a essere piena di buche e la fontana è diventata una pozza di acqua sporca. Dopo il caso dell'incendio in zona Carbonaia, occorre prevenire questi rischi dovuti alla presenza di vegetazione spontanea”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “per alcune zone specifiche, abbiamo deciso di scrivere lettere ai privati per chiedere la sistemazione dei fondi, compresa la loro pulitura. Il 4 settembre è stato individuato a seguito di una gara specifica conclusasi pochi giorni prima ed era l'unica data utile prima dell'inizio delle scuole”.

 

Barbara Bennati: “la sicurezza stradale a Ripa di Olmo è ancora un problema quotidiano. Quando verranno presi i necessari provvedimenti”?

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “la proprietà della strada è dell'Anas, il Comune non può intervenire se non per la segnaletica, l'installazione di uno specchio nei punti di immissione e i controlli della polizia municipale”.

 

Donato Caporali: “l'emanazione delle ordinanze sindacali sull'uso di sostanze alcoliche richiedono una riflessione e una domanda: quali necessità di urgenza hanno motivato la seconda? Perché non si agisce con l'adozione di un regolamento in materia, competenza del Consiglio Comunale, dove si possa normare il vero tema, ovvero l'abuso”?

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “convengo che l'aula sia la sede di decisioni in materia. Certo, le ordinanze contingibili e urgenti servono per incidere nell'immediatezza delle situazioni, nello specifico una 'mala movida' che stava diffondendosi. La seconda ordinanza, peraltro, è stata condivisa con le categorie economiche e con la Asl che ci ha fatto capire con chiarezza i danni che subiscono, specie i giovani, a seguito dell'abuso. Le misure adottate impediscono il consumo in aree pubbliche, se invece i ragazzi bevono in casa o in un pubblico esercizio sale la possibilità di controlli sugli assuntori stessi”.

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