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Consiglio Comunale 19 ottobre 2017 / interrogazioni

 

Dopo il ricordo di Dario Bonini, lo scomparso maestro di campo della Giostra del Saracino, affidato alle parole del giudice Gianni Fruganti, e di Sandro Sganappa, rettore del quartiere di Porta del Foro anch'egli recentemente deceduto, affidato alle parole di Gianni Cantaloni, invitati dal sindaco Alessandro Ghinelli, il consigliere comunale Massimo Ricci ha rilevato che l'approvazione del regolamento del Consiglio Comunale avvenuta nel corso dell'ultima seduta ha seguito una metodo “opinabile. Le modifiche sono state approvate con un'unica votazione mentre a mio giudizio andavano distinte con singoli voti. Come Movimento 5 Stelle avevamo discusso in sede di conferenza dei capigruppo alcune proposte, mirate, una votazione punto per punto avrebbe permesso una loro puntuale disamina. Il Consiglio Comunale ne sarebbe uscito con una maggiore legittimazione”.

 

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi sui lavori di riqualificazione di piazza della Repubblica: “la richiesta di co-finanziamento alla Regione non è stata accettata per cui mi chiedo che fine farà questo progetto, l'ennesimo esempio della capacità di perdere i bandi da parte di questa amministrazione”.

“Procedere con la riqualificazione di questa piazza – ha replicato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – è considerato un obiettivo prioritario, anche perché il luogo è un biglietto da visita della città. In merito ai bandi, preciso che per fortuna non tutti ci hanno visto perdenti mentre per questo, nello specifico, rilevo che è stato vinto dal progetto presentato da un Comune che è alla vigilia delle elezioni. Abbiamo deciso di chiedere l'accesso agli atti”.

 

Barbara Bennati: “ultimamente la sosta selvaggia si è riaffacciata nella parte alta di piazza Sant'Agostino. Non è certo questo il modo migliore per conservare l'investimento fatto dall'amministrazione Fanfani per il recupero di un luogo di pregio del centro storico”.

Anche Alessandro Caneschi ha messo in risalto la sosta selvaggia che si verifica nel quadrilatero tra via Leone Leoni e via del Rossellino, specie quando finiscono le lezioni scolastiche. “Alle telefonate dei cittadini, i vigili rispondono che sono in difficoltà per la coincidenza del cambio del turno”.

“Temo che si tratti di fatti sporadici – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – legati al flusso dei genitori che accompagnano i ragazzi a scuola e che dopo qualche ora li tornano a prendere. Mi farò carico di dare più ordine a queste e ad altre zone della città in coincidenza con l'inizio e la fine delle lezioni”.

 

Paolo Lepri: “c'è la possibilità che al Pionta la società ciclistica Sca possa trovare dei percorsi o spazi dove svolgere le sue attività sportive che si rivolgono anche e soprattutto ai bambini”?

L'assessore Tiziana Nisini: “siamo aperti a un dialogo con le società, disponibili a verificare ogni loro progetto. Il Pionta, in quanto sito archeologico, è sottoposto a vincoli della Soprintendenza”.

 

Barbara Bennati: “la Misericordia è preoccupata della riduzione paventata dei parcheggi nell'area della ex Cadorna. L'ente dispone di 20 mezzi circa che utilizza per varie esigenze sociali. Quale è il progetto dell'amministrazione per quest'area”?

Anche Francesco Romizi ha sottolineato alcuni aspetti legati al parcheggio di Piazza Fanfani: “il muro da abbattere per collegare piazza Fanfani e via Garibaldi/parcheggio della Misericordia corrisponde alla sede di un murales che evidentemente non è una forma d'arte amata da questa giunta. E l'abbattimento serve a collegare cosa, visto che non è dato sapere, a oggi, quando l'amministrazione ritornerà in possesso dell'area del parcheggio della Misericordia? Ricordo che è in ballo un procedimento giudiziario. L'ipotesi di abbattimento del muro ha portato a una petizione on line e a una manifestazione a difesa del murales. Comunque dichiarare 'non sarà un'opera d'arte a fermarci', come ha fatto il sindaco, rappresenta un'uscita infelice e superficiale. Infine, anche tale abbattimento non crea un diretto accesso alla ex Cadorna da via Garibaldi. Vogliamo capire se e quali sono i contenuti di un eventuale progetto”.

“La dichiarazione che ho fatto – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – è stata resa a margine di una conferenza stampa che aveva per argomento il ritorno del parcheggio Baldaccio nella disponibilità dell'amministrazione comunale e una domanda puntuale sulla ex Cadorna, ho risposto illustrando l'idea di progetto che ho per la zona, che per adesso resta tale e che si basa sul collegamento tra le piazze che vi insistono. Credo che non mi si possa impedire di esprimere il mio pensiero. In merito al parcheggio di piazza della Misericordia, invece, devo dire che era già nella disponibilità dell'amministrazione comunale dal 2014, ovvero dall'epoca della giunta che mi ha preceduto. È stata quella a dimenticarsi di recuperare definitivamente un bene resosi disponibile. Noi ci siamo presi in carico questo problema, il Consiglio Comunale nella scorsa seduta ha votato e approvato responsabilmente la delibera che propone una transazione rispetto a un contenitore latente da tempo”.

 

Alessandro Caneschi ha chiesto se l'amministrazione “ha effettuato una mappatura dei punti critici della città maggiormente sottoposti al pericolo di allagamenti, se ci sono tavoli di lavoro che coinvolgono Nuove Acque, se è in programma una pulitura delle caditoie, se non è il caso di coinvolgere la commissione consiliare competente su un piano specifico di interventi. In via Umbria e via Lazio, nello specifico, anche in caso di piogge non particolarmente consistenti, si verificano disagi forti nelle abitazioni. Quali azioni intende mettere in campo la giunta per una soluzione immediata specie per le abitazioni adiacenti al parco”?

“Mercoledì – ha replicato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – abbiamo in programma un sopralluogo in quel parco con i responsabili degli uffici per capire bene come stanno le cose. Credo ci sia un sottodimensionamento del sistema di smaltimento delle acque reflue. Più in generale posso dire che di tavoli di lavoro ce ne sono, con Nuove Acque e il Consorzio di bonifica. Siamo intervenuti già in viale Santa Margherita, c'è uno studio che sta portando avanti Nuove Acque per la zona che va dal colle di San Fabiano a viale Santa Margherita e da quello capiremo che interventi necessitano. Ad Antria è stato già pulito un fosso e sono in progetto altri due interventi. Abbiamo riscritto a tutti i cittadini interessati ricordando che è necessaria la pulizia dei fossi e che questa compartecipazione alla manutenzione è prevista dai regolamenti comunali”.

 

Barbara Bennati: “il Comune di Arezzo paga le fatture dei fornitori con oltre 24 giorni di ritardo rispetto alle scadenze. Ci sono amministrazioni pubbliche virtuose come la provincia di Arezzo. Quali iniziative intende intraprendere l'amministrazione per ridurre questi tempi”?

“Il comune di Arezzo – ha replicato l'assessore Alberto Merelli – si distingue nella media nazionale per pagare in termini sufficientemente rapidi: poco più di 20 giorni è un risultato soddisfacente. Il comune di Arezzo, peraltro, non ha particolari problemi di cassa”.

 

Alessandro Caneschi ha sollevato la questione dell'Arezzo calcio “eravate al corrente della situazione? Avete avuto incontri con la presidenza che si è dimessa? Che iniziative avete in serbo per salvaguardare la squadra della città? Diciamo che vi eravate sbilanciati: in Consiglio Comunale sono state approvate la pratica urbanistica sullo stadio, la convenzione tra comune e società, l'atto che riguarda la pertinenzialità dell'impianto delle Caselle allo stadio. Quale sarà il destino di tutti questi atti”?

Francesco Romizi ha portato all'attenzione del Consiglio Comune la stessa questione: “poco più di 6 mesi fa la maggioranza approvava la proposta dell'assessore Lucia Tanti che ampliava i termini della convenzione sullo stadio comunale. E ora come intendete agire”?

“Intanto, dispiace avere appreso dai giornali – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – del disimpegno di Ferretti. Ma al di là di questo aspetto, il comune di Arezzo si deve occupare di questa vicenda perché dopo BancaEtruria, dopo la Cantarelli, dopo la Cadla, la città non può permettersi un'ulteriore duro colpo alla propria immagine. Mi sono così attivato per mettere in piedi una cordata che sostenga almeno per questo anno, e spero per il futuro, le sorti della squadra. In questa fase, tuttavia, la riservatezza è fondamentale altrimenti si fa un pessimo servizio agli eventuali imprenditori che hanno la volontà di esporsi economicamente. C'è anche un piano B, ovvero mettere la squadra nelle mani di soggetti non aretini. Siamo aperti a colloqui anche con questi ultimi, di certo tutti i percorsi che vedono la figura del sindaco garante di un processo di salvataggio saranno esperiti”.

 

Paolo Lepri è tornato sulla Valli Zabban: “chiedo se c'è veramente la volontà dell'amministrazione di delocalizzare l'azienda. Nel passato, ma anche recentemente, i limiti di legge relativi alle emissioni sono stati oltrepassati. Il sindaco si era speso sulla delocalizzazione  e aveva annunciato novità clamorose mentre di clamoroso c'è solo il fallimento della sua politica”.

“Non abbiamo potere di delocalizzare un'impresa – ha ricordato l'assessore Marco Sacchetti – ci siamo incontrati più volte con l'azienda, abbiamo discusso sulla loro volontà o meno di operare in tale senso e sull'installazione di pannelli protettivi. A oggi nulla. L'11 ottobre 2017, allora, ho scritto alla regione Toscana chiedendo una valutazione tecnico-giuridica per capire se ricorrono i presupposti per la revisione o la revoca dell'autorizzazione ambientale a suo tempo rilasciata dalla provincia”.

 

Alessandro Caneschi: “in merito all'organizzazione del comune di Arezzo, registro che abbiamo avuto un bando scaduto in pieno periodo di ferie per un dirigente a tempo determinato. E due provvedimenti di pochi giorni fa: l'affidamento a un soggetto privato di uno studio sulla macrostruttura organizzativa e per un gruppo di progetto che dovrà affiancare il soggetto stesso nell'analisi del dimensionamento degli organici e della struttura. Sono segnali che non lasciano tranquilli i dipendenti”.

L'assessore Barbara Magi: “con il bando non abbiamo modificato la macro-struttura, che continua a reggersi su 11 direzioni di cui ora solo 9 coperte da dirigenti. Il bando era per individuare un dirigente che dovrebbe seguire il progetto di bando sulle periferie e gestire dunque le ingenti risorse che dovrebbero a dicembre cominciare ad arrivare. L'amministrazione ha a cuore che questi soldi siano spesi bene. Sull'organizzazione dell'ente, dobbiamo partire dal fatto che nel luglio 2015 il turn over è stato bloccato e non abbiamo potuto assumere fino a luglio 2016: quindi gli incarichi di consulenza ci serviranno per capire come meglio incidere sulla riorganizzazione del Comune di Arezzo che vogliamo continui in un percorso di efficienza e affidabilità nonostante le riduzioni del personale”.

 

Paolo Lepri: “perché la concessione a Nuove Acque è stata prorogata? Il sindaco in campagna elettorale si era schierato per la ripubblicizzazione del servizio idrico, aveva promesso una battaglia per questa e il 22 giugno 2015 aveva proposto un tavolo congiunto con i rappresentanti del comitato acqua pubblica”.

L'assessore Marco Sacchetti: “cosa significa ripubblicizzazione? Siamo in una situazione in cui la legge toscana prevede un'unica autorità e un unico gestore livello regionale. Resta da definirne il modello di gestione. Il processo di definizione di questo modello è in capo all'Ait in cui il Comune di Arezzo è parte. Se per ripubblicizzazione si intende una società in house, un sistema idrico gestito da una società pubblica, quindi dai comuni, ricordo subito che quelli toscani sono 276 per cui, a mio avviso, occorrerebbero procedure complesse per mettere tutti d'accordo e un capitale sociale in grado di fare fronte a un piano di investimenti ventennale. La vedo una strada in salita. Credo che il percorso migliore sia quello suffragato da una fattibilità. La proposta di proroga della concessione a Nuove Acque, invece, fino al 2027 è per motivi precisi: aumentare gli investimenti e minimizzare gli incrementi tariffari. Con maggior tempo a disposizione è possibile farlo. Ma anche qui sarà l'assemblea di Ait a esprimersi. Rilevo, a proposito di delibere assembleari, che la proposta del comune di Arezzo di destinare tutti i dividendi, anche quelli dei soci privati, a incrementare il fondo degli investimenti o al contenimento delle tariffe dei cittadini, è rimasta inascoltata. L’assemblea ha approvato la distribuzione dei dividendi con il solo voto contrario dei Comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino e Chianciano Terme”.

 

Barbara Bennati: “la strada di Olmo – San Zeno è ancora mortale. Necessitano specchietti all'altezza delle strade di immissione, un autovelox, programmazione di presenze frequenti dei vigili, piazzole per le fermate di autobus”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha ricordato che è “una strada che non rientra nelle competenze del comune, se non per la segnaletica orizzontale, ma dell'Anas”.

 

Ancora Barbara Bennati: “l'amministrazione comunale ha annunciato importanti progetti per il rilancio della Fiera e per i suoi 50 anni che cadono nel 2018. Le celebrazioni rischiano di inserirsi in un momento di crisi mai registrato. Le aste a palazzo non possono essere la panacea. Servono migliori servizi, manager a cui affidare la guida tecnica, il rilancio di piazza Grande. Anche a ottobre il centro del mattonato era caratterizzato da un vuoto imbarazzante. E ora il mercatino di natale sfratterà da qui ulteriori espositori”.

L'assessore Marcello Comanducci: “siamo partiti da una ricerca di mercato per capire i motivi e l'entità della crisi del settore. È emerso che in Italia il proliferare di mercati e mercatini ha messo in crisi il sistema. In un anno si parla di più di 500 fiere e mercatini dell'antiquariato. Se eravamo poche fiere ora i numeri sono esagerati. Se vogliamo tornare leader dobbiamo offrire qualcosa di diverso. Ecco allora le aste a palazzo che hanno avuto un riscontro positivo, come sono stati positivi l'utilizzo dei locali di Fraternita e le mostre collaterali. La promozione a livello cittadino può essere passata inosservata ma proprio perché destinata all'esterno: abbiamo fatto molte campagne di marketing e promozione in tutta Italia. La Fiera non ha una grandissima crisi di pubblico quanto di espositori. La Fiera viene vista come un evento, un'attrazione, in realtà da un punto di vista normativo è disciplinata come il mercato di via Giotto e la fiera del mestolo con tutte le problematiche burocratiche che ci vincolano e ci impediscono cambiamenti importanti. Per i 50 anni abbiamo lavorato per far sì che di Fiera si parli in Italia e in Europa. Vogliamo allestire a festa l'intera città, lavoreremo su marketing, promozione, riposizionamento di alcuni banchi. Resta il problema delle risorse. La città va sensibilizzata e da parte nostra dobbiamo avere una risposta chiara su una domanda essenziale: Arezzo crede ancora sulla Fiera? Ringrazio la Camera di Commercio per i fondi che annualmente mette a disposizione mentre quelli del Comune oggi vanno destinati anche alla sicurezza della manifestazione. La Fiera dovrebbe essere considerata come un prodotto turistico: l'antiquariato. Quindi non solo Fiera, ma un brand cittadino omni-comprensivo e fortemente attrattivo. Nella futura fondazione turistica, antiquariato e artigianato artistico saranno temi sui quali lavoreremo da subito”.

 

Sulle problematiche alla biglietteria del Teatro Petrarca per il rinnovo degli abbonamenti, sollevate da Barbara Bennati e relative alla mancata possibilità di cambiare posto o giorno per i vecchi abbonati, il sindaco Alessandro Ghinelli ha rilevato che proprio “trattandosi di conferma, non si può cambiare poltrona o giorno e questo è quanto accade in tutti i teatri italiani. La conferma è un piccolo privilegio che concediamo e che serve a fidelizzare gli abbonati negli anni. Notiamo con piacere che la città sente molto e forte la voglia di andare a teatro, la nuova stagione confermerà questo trend, ne sono certo, perché è di grande pregio, divertente, anche con una prima nazionale. Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro triennale. Il Petrarca si sta avviando a diventare un punto di riferimento dello spettacolo di qualità in Toscana, lo dimostrano gli spettatori fiorentini che abbiamo riscontrato a ogni data in cartellone”.

 

Donato Caporali ha chiesto quando sarà presentato il report annuale sull'attività di Giunta. “Il termine è gennaio e oramai siamo a ottobre”.

 

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