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Nidi e asili comunali: la “rivoluzione” nelle tariffe

Lucia Tanti: “via le fasce: ciascuno paga in base al proprio Isee. Sistema più equo e personalizzato” Le tariffe nella tabella allegata VEDI APPROFONDIMENTO

“Parte con il settembre 2017 un’autentica rivoluzione per le scuole comunali, nidi e materne, concepita per salvaguardare equità di trattamento per tutti”. Così l’assessore alle politiche sociali e scolastiche Lucia Tanti commenta la delibera adottata dalla Giunta che comporta una serie di innovazioni: “innanzitutto, l’equità determinata dal superamento della precedente impostazione per 89 fasce di reddito Isee, scaglionate ogni 258 euro fino alla soglia di 25.800 dopo la quale pagavano tutti il massimo della retta, si sostanzia in un sistema puntuale basato su un coefficiente di calcolo riferito al singolo Isee. Di conseguenza se nelle scuole comunali ci saranno, per ipotesi, 500 accessi, 500 potrebbero essere gli importi dei bollettini emessi dagli uffici. Il Comune dà il 100% della copertura di spesa alle famiglie in difficoltà, con Isee fino a 3.500 euro mentre con il precedente sistema tale soglia di esenzione si arrestava a 3.098 euro. A chi vanta una situazione economica privilegiata e che si assesta sopra i 50.000 euro di Isee, il Comune copre il 45% di spesa se iscrive il figlio lattante al nido, visto che il costo medio per il Comune di questi bambini è di circa 1.000 euro al mese; dà comunque il 32% di copertura di spesa se iscrive un figlio di età tra i 12 e i 36 mesi, visto che il costo medio di questi bambini è per il Comune di 800 euro al mese. Il Comune si dimostra dunque attento, sostenendo il diritto all’educazione per ogni famiglia aretina, tenendo conto di tutte le situazioni e dando un contributo in base alle singole possibilità. È come se ci fossimo inventati un ‘buono famiglia’ con il quale continueremo a garantire un sistema all’avanguardia stando a fianco dei cittadini. Con questa formula, il sistema educativo diventa davvero integrato ed evita di compromettere la presenza del segmento privato che insieme al pubblico concorre a dare una copertura quasi totale delle domande di iscrizione facendo di Arezzo un modello nazionale di piena libertà e qualità educativa.

In mezzo a queste due fasce, scattano tre scaglioni all’interno dei quali a ogni famiglia si applicherà il coefficiente riferito al proprio Isee. Venendo infine alle scuole materne – spiega Lucia Tanti – il costo medio di un bambino per il Comune è di 500 euro al mese e la Giunta comunale ha individuato in 250 la cifra massima che andrà a spendere la famiglia con Isee superiore a 50.000 euro. Qui la copertura di spesa da parte del Comune è dunque del 50% anche per i redditi più alti.

Questo nuovo sistema – conclude l’assessore – è molto innovativo proprio per l’equità e la puntualità, è il frutto di precisi indirizzi politici della Giunta ma anche di un lavoro proficuo della commissione presieduta da Federico Scapecchi, di tutti i gruppi consiliari di maggioranza e non ultimo dell’impegno di molti mesi degli uffici dell’assessorato alle politiche sociali e scolastiche che hanno interpretato in maniera piena lo spirito di questa rivoluzione con un apporto tecnico e di competenza che ha di certo migliorato il mio impianto iniziale dando alla città di Arezzo un sistema calibrato alle esigenze di ogni cittadino”.

 

Approfondimento: le tariffe delle scuole comunali dal 2017

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