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Consiglio Comunale 6 febbraio 2017 / la delibera sugli indirizzi di voto all’assemblea di Arezzo Fiere e Congressi

È stato l’assessore Alberto Merelli a illustrare la delibera con la quale il Consiglio Comunale ha dato indirizzo di voto alla prossima assemblea di Arezzo Fiere e Congressi che dovrà decidere la cessione della gestione delle due fiere Oro Arezzo e Gold Italy.

“Arezzo Fiere e Congressi – ha ricordato Merelli – è una società a maggioranza di capitale pubblico con la Regione Toscana che detiene circa il 40% delle quote, la Camera di Commercio circa il 20%, la Provincia il 12% e il Comune l’11%. Poi ci sono le banche e altri soci privati con quote minoritarie. Abbiamo in vista la prossima assemblea ordinaria dei soci convocata il 7 febbraio con all’ordine del giorno l’accordo tra Arezzo Fiere e Congressi e Italian Exhibition Group, la società mista nata dall’integrazione tra Fiera di Rimini e Fiera di Vicenza, avente a oggetto l’incarico di organizzare e realizzare, dal 2017 al 2021, le manifestazioni fieristiche Oro Arezzo e Gold Italy. A tale fine Arezzo Fiere e Congressi metterebbe a disposizione la propria struttura e una serie di servizi. Tutto questo a fronte di un corrispettivo annuo di circa un milione di euro.

Passati i cinque anni iniziali, entro il 28 febbraio 2021 ciascuna controparte potrà esercitare un diritto di opzione comunicando i suoi intenti all’altra. Il corrispettivo per la cessione è stabilito in 4.374.000 euro. Tale opzione, che determina l’automatico trasferimento definitivo del diritto a realizzare in via esclusiva le due manifestazioni, ha destato perplessità e una valutazione critica da parte dell’Ente: infatti il Comune non  ha avuto la possibilità di acquisire né una valutazione di un soggetto terzo che attestasse la congruità del prezzo di cessione né un business plan che dimostrasse le dinamiche finanziarie ed economiche e le strategie industriali di Arezzo Fiere anche dopo la cessione definitiva.

Il Comune di Arezzo si è sempre posto in forma attiva per la soluzione dei problemi di Arezzo Fiere nonostante la partecipazione di minoranza, se non altro perché è la struttura è ubicata in città. Abbiamo offerto disponibilità in merito al nuovo percorso contrattuale ma nei nostri confronti non si è manifestata volontà di coinvolgimento. In questi giorni poi è giunta notizia di una novità: un’ipotesi di accordo fra Regione Toscana, Arezzo Fiere e Ieg. Esso prevede, entro sei mesi dalla stipula del contratto, che dovrà costituirsi un tavolo tecnico paritetico che lavorerà sull'ipotesi di ingresso nel capitale di Ieg di Arezzo Fiere e Congressi nel momento in cui verranno esercitate le opzioni suddette.

Dunque, invece del corrispettivo previsto, Arezzo Fiere avrà una partecipazione societaria, aspetto di non secondaria importanza nella valutazione dell’operazione.

In base a queste informazioni, la proposta di delibera non poteva che partire da una posizione di contrarietà all’automatismo della cessione definitiva: pertanto ove il Consiglio Comunale deliberi la proposta, il rappresentante di questo Ente che interverrà all’assemblea ordinaria vi si dovrà attenere e potrà esprimere voto favorevole solo dopo l’accertamento che siano rispettate le indicazioni del Consiglio Comunale sull’articolo 8, quello relativo all’opzione e all’automatismo: perizia di terzi sulla congruità del prezzo e business plan.

Abbiamo dimostrato un atteggiamento responsabile: ci è stata chiesta la partecipazione a una decisione che ci descrivono strategica, lo facciamo con le informazioni a disposizione”.

Matteo Bracciali: “quali sono le scelte di strategia per la città? Dalla relazione dell'assessore non si evince alcunché. Riversare sul cda di Arezzo Fiere e Congressi le responsabilità per avere cercato di costruire un'alternativa a una situazione difficile, è un errore da imputare al Comune e anche alla Regione. Questo accordo ha rimesso al centro il ruolo del territorio per permettere a una società di diventare leader e referente dell'Italia centrale di un percorso e di un settore come quello fieristico. Il grande assente, in ogni caso, è la Giunta e il sindaco. Lo scorso dicembre, il sindaco ha incontrato i vertici di Ieg e altri imprenditori e credo che abbiano discusso della questione. Io vedo un'abdicazione dal nostro ruolo di comunità, abbiamo lasciato al cda l'onere della questione e poi giocato di sponda con la Regione e gli altri attori. Se su un tema così delicato, su cui si gioca il futuro della città, non ci mettiamo a discutere e mediare con chi può portare lavoro, facciamo un cattivo servizio ad Arezzo”.

Roberto Bardelli: “partiamo da un debito enorme su cui nessuno aveva messo mano e dalla presa d'atto di una struttura che è uno scatolone vuoto per la maggior parte dell'anno. La proposta ci è stata fatta senza alternative. In questa delibera chiediamo garanzie perché tutto venga fatto correttamente e per salvaguardare Arezzo Fiere e Congressi. Personalmente con un emendamento, ne aggiungo altre: chiedo che il rappresentante del Comune di Arezzo esprima contrarietà alla cessione definitiva delle due manifestazioni fieristiche a meno che non venga fornita, da terzi, perizia giurata sulla certezza e congruità del valore del trasferimento”.

Luciano Ralli: “dinanzi a cifre del genere ci saremmo dovuti porre anche la questione dell'eventuale opportunità di un bando pubblico. Poi, votiamo su un contratto che non abbiamo letto. È vero che questa vicenda ha radici antiche e responsabilità diffuse, ma a oggi, che la giunta Ghinelli governa da circa due anni, non esiste un business-plane per la struttura. Noi eravamo pronti a fare azione comune di pressione sui vari soggetti coinvolti, come per Banca Etruria. Non mi pare che le minoranze siano state messe nella condizione di farlo. Il modo in cui si è evoluta la questione e il dibattito in Consiglio Comunale, il modo in cui si è formata la delibera, ci porta a non partecipare al voto. Dopo di che, per il futuro non date nulla di scontato: ciò che otterrà Arezzo sarà per scontri e non per sconti e sarà bene farci trovare uniti”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “quando ho incontrato il 28 dicembre il presidente e il vicepresidente di Ieg, alla presenza anche del presidente di Arezzo Fiere e Congressi, ho posto un tema: visto il curriculum della neo-costituita società, la sua capacità finanziaria, perché essa non rileva interamente la parte gestionale di Arezzo Fiere e Congressi? Ricordo che il presidente di Ieg replicò in maniera tale da farmi capire che era opportuno un passo per volta. È evidente che la mia proposta non poteva non suonare come critica al cda di Arezzo Fiere e Congressi degli ultimi anni: se infatti chiedo a un soggetto terzo di gestire tutta la realtà congressuale ed espositiva della città, sottintendo che fino a quel momento una gestione virtuosa non si è verificata. In Consiglio Comunale, il 23 gennaio, ho ribadito pubblicamente questa mia idea. Sempre a gennaio, Comune, Provincia e Regione si sono incontrati, presenti anche Camera di Commercio e presidente di Arezzo Fiere, e in questa sede ho tutelato gli interessi della città: ho infatti chiesto e ottenuto la permanenza ad Arezzo delle due manifestazioni per i prossimi 4 anni, che la nuova gestione vada incontro agli espositori, che sviluppi le manifestazioni Oro Arezzo e Gold Italy evitando di inaridirne la portata. Oggi emerge un dato politico chiaro: l'indirizzo del Consiglio Comunale è quello di dare comunque un voto positivo sull'ultima ipotesi di contratto emersa, così come integrata dall'emendamento Bardelli che va nella giusta direzione”.

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