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“Che fine ha fatto via Mario Magri?”

Dichiarazione dei consiglieri comunali Francesco Romizi (Arezzo in Comune) e Claudia Maurizi (Pd)

Venerdì 24 marzo è l’anniversario della strage delle Fosse Ardeatine e, grazie al lavoro storiografico di Enzo Gradassi, abbiamo scoperto che in quell’eccidio perì l’aretino Mario Magri. La vicenda di questo concittadino ha contorni “epici”: la prima guerra mondiale, l’impresa fiumana con D’Annunzio, il fascismo e qualche oscura congiura, il confino degli oppositori, per lui durato dal 1926 al 1943, e poi la caduta del regime e la resistenza.

Dal libro di Gradassi che ripercorre la vicenda umana e storica di Magri è nata l’idea dell’intitolazione di una strada o piazza e una mozione in tal senso è stata presentata dai consiglieri comunali Angelo Rossi e Donato Caporali e approvata con 23 voti favorevoli e 2 soli contrari il 12 maggio 2016. Tra l’altro, con un emendamento a firma nostra in cui abbiamo chiesto d’individuare come luogo fisico dell’intitolazione il porticato del liceo classico.

Perché a questa delibera non è stato dato seguito dalla Giunta? È lecito porre la questione nel momento in cui si ricorda l’eccidio nazifascista di Roma e dunque anche la memoria di un aretino che perì in quella mattanza.

 

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