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“Nuova sede PM: perché investire 3milioni su un edificio privato, che neppure 95 vigili vogliono?”

Dichiarazione di consiglieri comunali Francesco Romizi e Paolo Lepri

Sono passati poco più di 10 giorni da quando 95 vigili urbani, in pratica tutto il corpo della PM, hanno firmato una petizione, che condividiamo nel merito, dove criticano la possibilità di utilizzare la ex scuola di via Filzi come loro nuova sede, in quanto non presenta caratteristiche logistiche adeguate. Nonostante ciò, da parte della Giunta, solo silenzio.

Noi non stiamo in silenzio e domandiamo: perché sprecare quasi tre milioni di euro per la ricerca di un immobile dove collocare la nuova sede della polizia municipale? Non si dica che l’attuale è un costo, in quanto lo stabile è proprietà di Atam di cui il Comune di Arezzo detiene il 100%.

Se la scelta di riportare la sede della polizia municipale all’interno del perimetro urbano, spostandola dall’attuale via Setteponti, può avere una sua logica per un maggior presidio territoriale del centro città, riteniamo tuttavia che acquistare un immobile privato da adeguare, con conseguenti ingenti costi per l’amministrazione pubblica, sia cosa insensata. Soprattutto quando il Comune è proprietario di aree, come in via Tagliamento, dove può essere più facilmente ed economicamente collocata.

L’area dove oggi sono gli uffici della manutenzione, infatti, dispone di immobili e di spazi dove può essere realizzata la nuova sede nelle dimensioni desiderate. Vi sono inoltre aree da adibire a parcheggi, all’aperto e al coperto, e un ingresso autonomo per ogni tipologia di mezzi. Guarda caso si trova anche nel quartiere di Saione, ubicazione funzionale a garantire sicurezza del territorio, è vicina al centro e alla più importante viabilità urbana di scorrimento.

Stante queste premesse, cosa fa l’amministrazione comunale? Dopo aver scritto nel documento di programmazione che “tale riallocazione dovrà avvenire utilizzando un immobile già di proprietà comunale”, la Giunta si converte all’acquisto di un immobile privato, scelta consentita solo quando è assolutamente indispensabile, non dilazionale e conveniente, promuove prima una manifestazione di interesse, dalla quale emergono varie offerte, poi indice un bando per l’acquisto.

E l’area comunale di Via Tagliamento? Sindaco e amministrazione sostengono di volerla destinare alla valorizzazione urbanistica, quando i tempi della crescita residenziale sono finiti, tanti sono gli immobili invenduti. Questa operazione di acquisto appare dunque discutibile alla luce del buon senso oltre che dei principi di sana amministrazione e della giurisprudenza della Corte dei Conti. Non è solo l’opposizione consiliare a contrastarla ma anche in ampi settori della maggioranza ci sono mal di pancia.

Per questo facciamo appello a tutte le forze lungimiranti per fermare questa scelta. A tale scopo si propone la presentazione di uno specifico atto di indirizzo al prossimo Consiglio Comunale per fermare le procedure di acquisto, adesso che è ancora possibile, e rivalutare l’operazione alla luce di una ricognizione e pianificazione delle proprietà comunali.

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