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“Il Pd ha politicamente la faccia tosta e la memoria corta... ma i cittadini no”

Dichiarazione del capogruppo consiliare di Forza Italia Jacopo Apa

Il Pd ha un bel coraggio a fare dichiarazioni prive di ogni logica politica solo per attaccare  il  sindaco di Arezzo che si sarebbe “permesso” di ricordare che la città ha subito un serio danno di immagine per le vicende di Banca Etruria. Comprendiamo, sul piano squisitamente politico, l’afflato protettivo verso un ministro e un “leader”, un po’ azzoppato politicamente, ma che, tuttavia, sta facendo le liste per le elezioni del 4 marzo. Hanno toppato di nuovo! Ora, sempre politicamente parlando, scendono in campo esponenti regionali, parlamentari e politici vari, alcuni dei quali sembravano tuttavia eclissati e che, ad esempio, sulla vicenda Nuove Acque erano letteralmente non pervenuti.

Ma la questione centrale, qui, non è la Boschi, ma Arezzo. E comunque non si parla solo della ministra ma anche politicamente della “famiglia Boschi”. Per vicende e fatti che sarà bene non sottovalutare anche con riguardo ai danni di immagine eventualmente subiti dalla città e per i quali non può escludersi, a priori, un pronunciamento in sede giurisdizionale per coloro che effettivamente risultassero, in ipotesi, responsabili. Chi con tanta sicumera pensa il contrario, sono gli stessi che in prima persona, o forse politicamente dietro le quinte, pensavano si potesse procedere senza problemi alla proroga-rinnovo per Nuove Acque. Si valuterà con serenità e nel merito ogni aspetto e probabilmente sarà compito dell’autorità giudiziaria verificare o meno il diritto al risarcimento, come ben spiegato dal sindaco.

Alessandro Ghinelli è il sindaco, forse qualcuno ancora non lo ha capito, ed è figura istituzionale a prescindere dalla parte politica. Egli ha semplicemente rappresentato il disagio della città che governa e i danni che ha subito. Questo è quanto. Per il resto il Pd usa il vittimismo politico solo per non guardare alla realtà dei fatti.

Non ci risulta vietato parlare politicamente di un ministro o di un vicepresidente di una banca purtroppo assoggettata a procedura di risoluzione o dei problemi che ne sono derivati per la città e i risparmiatori. Che dire, forse non hanno mai avuto un sindaco che pensasse solo alla città, forse è solo invidia e rabbia politica, ben sapendo cosa ha combinato il governo Renzi ad Arezzo e sulla vicenda banche, tanto è  vero che sia Renzi che la Boschi pensano, a leggere i giornali, a stare lontani da qui e a candidarsi altrove.

Sanno di difendere l’indifendibile ma, politicamente parlando, rispondono: obbedisco! Ma per favore: chi vi crede più?

 

 

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