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La mostra “Carta d’identità” e lo spettacolo della stagione di prosa

Ornella Vanoni ad Arezzo a introdurre il tema de “Le relazioni pericolose”

Un doppio appuntamento con la cultura interesserà Arezzo nei prossimi giorni. Intanto venerdì 24 gennaio alle 18, a Palazzo Chianini-Vincenzi, inaugurazione della mostra di Carla Mura “Carta d’identità”, a cura di Fabio Migliorati. Durerà fino al 16 marzo con i seguenti orari: da venerdì a domenica, 10-13 e 16-20.

“Quella di Carla Mura - spiega Fabio Migliorati - è una sorta di antologica dell’autrice che presenta 37 opere realizzate dal 2004 al 2013. Vari i temi: dai tramonti suggestivi della sua Sardegna, alle visioni di paesaggi urbani americani, alle finestre di luoghi vissuti. Ma Mura non evita di indagare, per esempio, il problema sociale della violenza fisica e psicologica”.

Carla Mura è nata a Cagliari nel 1973 e vive e lavora a Roma; usa il filo di cotone sulla tela, sul legno, sulla pietra, sul plexiglass. “Lo utilizza - prosegue Migliorati - in percorsi lenti e misurati. Lo annoda, lo incrocia, lo tesse in continui rimandi, finché sa che è pronto: organizzato in sequenze ritmiche o libere combinazioni; in configurazioni cartesiane o intricati reticoli. Nei suoi segmenti e pattern cromatici vivono visioni di panorami, aperture su strade e città, scorci metropolitani, vetri di treno o autobus, andirivieni, ritmiche sussistenze, cadenzate o sincopate, lungo il digradare della tensione magnetica. C’era molto ‘filo’ anche in Icastica per cui Carla Mura si inserisce bene lungo la scia della prima edizione della biennale”.

“Il filo di cotone è la mia tecnica comunicativa - ha rilevato Carla Mura - ed essendo io una grandissima sentimentale farò un’installazione anche sullo stupro, con una frase di Tolstoj dove lo scrittore russo afferma la speranza di un’arte capace dei vincere sulla violenza. Negli ultimi tempi i miei quadri sono molto più colorati, rosso, fucsia, turchese... mi pare che riescano a trasmettere meglio un senso di positività”.

Passando alla prossima settimana, mercoledì 29 gennaio torna alle 21,15 al Teatro Mecenate la stagione di prosa ma stavolta è una duplice prestigiosa situazione: intanto “Le relazioni pericolose”, dal romanzo epistolare di Choderlos De Laclos per la regia di Silvia Giulia Mendola. Con Valentina Bartolo, Linda Gennari, Silvia Giulia Mendola, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa. Una produzione Teatro Franco Parenti/PianoinBilico.
Il testo conturbante e appassionato di Choderlos De Laclos è ambientato nella Francia del 1700: passioni carnali e sentimenti travolgenti muovono gli attori in scena, guidati come marionette dai fili spietati della Marchesa de Morteuil. I passi sono di tango, il ritmo quello di un ballo struggente condotto da una mente astuta e cinica, capace di sedurre e influenzare, calcolare e distruggere, per il piacere del dominio e la perversione di poter corrompere anche la mente più innocente. Ma è possibile condurre un gioco tanto intrigante senza venirne coinvolti?

E prima degli attori sul palcoscenico, a salire in “cattedra” e parlare di… relazioni pericolose sarà Ornella Vanoni, ospite d’eccezione all’auditorium Montetini alle 18,30: “Vanoni, che non ha certo bisogno di presentazioni, non c’entra molto con lo spettacolo quanto con i meccanismi e gli argomenti che lo spettacolo mette in atto. Viene dopo l’accoppiata Valeri-Arbasino che è stato il primo dei tre incontri che la collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano ci garantisce. Vi anticipo che l’ultimo sarà con Francesco Alberoni che parlerà di innamoramento in occasione dello spettacolo dedicato a Carlo Goldoni”.

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