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Arezzo rinnova la carta d’identità: “città dell’oro”

Esposizione in palazzo di Fraternita e via Bicchieraia diventa via dell’oro. Collaborazione tra Regione Toscana, Comune di Arezzo, Fraternita dei Laici, Camera di Commercio, Arezzo Fiere e Consulta orafa.

Si è sempre sentita tale ma vuol fare di più per mettere a profitto questa sua vocazione. Arezzo si prepara quindi a rinnovare la sua carta d’identità e accanto alla foto comparirà la dizione “Città dell’Oro”.  Azioni concrete: il museo dell’oro, frutto delle collezioni d’arte accumulate negli anni soprattutto in occasione delle fiere di settore, sarà ospitato in palazzo di Fraternita in piazza Grande. Il Comune di Arezzo, da parte sua, metterà a disposizioni fondi in via Bicchieraia da destinare alle attività commerciali del settore, utili a richiamare ad Arezzo turisti intenzionati a unire cultura e shopping di qualità. Costo dell’operazione: circa 600mila euro con la fondamentale azione della Regione Toscana. Tempi relativamente brevi: per il palazzo di Fraternita sono necessari i lavori per la messa in sicurezza dei locali destinati alle esposizioni e per i fondi i lavori di ristrutturazione.

Il progetto è stato presentato stamani in palazzo comunale dagli assessori regionali Sara Nocentini e Vincenzo Ceccarelli (con  loro la consigliere Lucia De Robertis); dagli assessori comunali Pasquale Macrì e Franco Dringoli; dal Presidente della Camera di Commercio, Andrea Sereni e dall’imprenditrice Iva Ciabatti della Consulta provinciale degli orafi.

“Questa iniziativa – ha detto Macrì – rappresenta il punto d’inizio di una nuova progettualità economica, culturale e turistica non solo per Arezzo ma per l’intera Toscana. Arezzo è la città dell’oro ma finora nessuno l’ha vissuta come tale. Adesso voltiamo pagina”.

“E lo farà – ha sottolineato l’assessore regionale Sara Nocentini – in un contesto di valorizzazione delle vocazioni dei singoli territori che la Giunta Regionale ha deciso di mettere in atto. Tutti sappiamo che Arezzo è il più grande distretto orafo italiano e questa vocazione deve mettere insieme  capacità produttiva e capacità di accoglienza. Chi compra oro ad Arezzo deve essere consapevole di acquistare un oggetto unico che può trovare solo qui”.

“Ad Arezzo – ha aggiunto l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli – si parla della via dell’oro da molti anni. Adesso di tratta di concretizzare il “saper fare” con l’arte, dando ad Arezzo l’evidenza di città dell’oro”.

L’assessore comunale Franco Dringoli ha annunciato che il progetto verrà attuato con i lavori per la messa in sicurezza di ambienti del palazzo di Fraternita e di fondi di via Bicchieraia. E con un investimento oscillante tra i 550mila e i 600mila euro.

Il Presidente della Camera di Commercio, Andrea Sereni, ha ricordato come questo progetto sia stato per molti anni il “sogno nel cassetto” degli operatori del settore e della città. “Questa sarà la volta buona grazie alla sinergia di Regione, Comune, Camera di Commercio, Arezzo Fiere e Consulta. Il museo dell’oro è sostanzialmente già pronto, adesso ospitato nei padiglioni di Arezzo Fiere”.

Ivana Ciabatti, infine, ha sintetizzato il punto di arrivo del percorso iniziato: “il mondo deve parlare di Arezzo quale città dell’oro. Dubai ha qualche decina d’anni alle spalle, noi ne abbiamo migliaia. Il mercato dei potenziali clienti si sta allargando  e noi dobbiamo essere capaci di raggiungere i mercati e i paesi emergenti più lontani”.

 

 

 

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