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Approfondimento: tutti gli spettacoli della stagione teatrale 2011/2012

 

TEATRO PIETRO ARETINO

Spettacolo d’inaugurazione

martedì 13 dicembre 2011, ore 21.15

Cardellino srl

Silvio Orlando in

IL NIPOTE DI RAMEAU di Denis Diderot

adattamento di Edoardo Erba e Silvio Orlando

con Camillo Milli, Maria Laura Rondanini

clavicembalista Simone Gullì

scene di Giancarlo Basili

costumi di Giovanna Buzzi

 

Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del Settecento, è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione avvolto in un lucido “cupio dissolvi”.

Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.

Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo di perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione nel libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo.

Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.

 

durata: 1h

 

 

TEATRO PIETRO ARETINO

spettacolo fuori abbonamento

martedì 20 dicembre 2011, ore 21.15

Teatro Franco Parenti

CUORE DI CACTUS di Antonio Calabrò 

interpretazione, regia e drammaturgia di Fausto Russo Alesi

composizione ed esecuzione musiche Giovanni Vitaletti

 

Fausto Russo Alesi porta in scena Cuore di cactus, un avvincente “diario in pubblico” di Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, che da Palermo a Milano ha attraversato quarant’anni di storia italiana, raccontandola con gli occhi di un siciliano “doc”. Nello spettacolo l’attore dà corpo e voce all’analisi severa e appassionata delle ragioni di una partenza dalla Sicilia, "per cercare altrove una nuova dimensione di lavoro e di vita". Riflessioni emozionanti e problematiche, attraversate dal tentativo di fare i conti con il proprio tempo, con l’impegno professionale e culturale, con il ruolo «di uno che se ne va», ma non dimentica né abbandona. Un ruolo, una dimensione esistenziale, intensamente condivisi dal regista Russo Alesi, ormai lontano da oltre diciassette anni dalla Sicilia. Ed è proprio su questo delicatissimo punto – cercarsi altrove o cercarsi lì? – che le domande e i dubbi incrociati di autore e interprete si fanno pressanti, per alimentare una messa in scena sorretta dalla distanza (professionale ed esistenziale), ma scossa da quella “ferita aperta” che entrambi cercano di lenire attraverso il racconto. Uno spettacolo che è un canto alle proprie origini isolane, ma che è soprattutto dedicato al desiderio di andare altrove, di vincere la tentazione di rassegnarsi, di non cedere all’idea che andarsene sia stato qualcosa di simile a un tradimento. Un viaggio al termine della notte dei ricordi e dei bilanci, che ci interroga tutti.

 

durata: 1h

 

 

TEATRO MECENATE – SPETTACOLI IN ABBONAMENTO

 

mercoledì 25 gennaio 2012, ore 21.15

Arca Azzurra Teatro/ErreTiTeatro30

Isa Danieli in

L’ABISSINA, Paesaggio con figure

testo e regia di Ugo Chiti

con Barbara Enrichi

Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci,

e Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi

 

Uno spaccato di vita contadina sospeso tra cupezza e comicità. L'ABISSINA, Paesaggio con figure racconta attraverso il microcosmo rurale toscano un paesaggio ben più vasto, quello della storia del nostro intero paese nel corso di tutto il secolo scorso fino ad approdare a questi anni 2000. Isa Danieli è la protagonista al centro della vicenda, a suo modo “verghiana”, del balletto tragicomico intorno al vecchio despota Lucesio che in un’agonia continuamente interrotta, sempre sull’orlo della morte da tutti invocata, è alla ricerca di un erede degno della sua “roba”. Accolto al suo debutto da una unanimità di consensi critici a volte entusiastici, dopo che molti, semplici spettatori e operatori del settore, hanno più volte richiesto una ripresa dello spettacolo, L’ABISSINA, Paesaggio con figure è il primo lavoro che Arca Azzurra ripropone in una nuova versione dopo aver presentato al suo pubblico, per ventisette anni, solo testi inediti quasi tutti scritti dal suo “dramaturg” Ugo Chiti.

 

durata: 2h

 

 

giovedì 2 febbraio 2012, ore 21.15

Associazione Teatrale Pistoiese/ArTè Stabile di Innovazione/Teatro dei Due Mari

Pamela Villoresi e David Sebasti in

MEDEA di Euripide

traduzione e adattamento di Michele Di Martino e Maurizio Panici

regia di Maurizio Panici

con Renato Campese, Maurizio Panici, Silvia Budri Da Maren, Andrea Bacci, Evelina Meghnagi

 

Medea la barbara, Medea la sapiente – e per questo invisa ai potenti della sua nuova città – è la scintilla che sovverte e scuote l’istituzione familiare, la gerarchia: attraverso un atto emotivo e non razionale mette in discussione la pace sociale invocata da Giasone e Creonte. Raccontare ancora una volta Medea è narrare da un lato quanto le passioni possano essere devastanti se non controllate, ma dall’altro, come gli uomini attraverso sofisticati ragionamenti giustifichino scelte di comodo per il raggiungimento di una posizione sociale più alta all’interno di una comunità. Medea è anche una storia tremenda che le cronache recenti continuano a raccontarci, suscitando orrore per un atto così orribile: ancora una volta la lezione dei classici ci fa riflettere sul nostro essere uomini di questo tempo, con l’immutata fragilità di sempre, e ci invita a partecipare al percorso doloroso della protagonista, percorrendo con lei tutta la gamma delle passioni e l’orrore per un gesto così tremendo e definitivo.

 

durata: 1h 20’

 

 

domenica 12 febbraio 2012, ore 21.15

Teatro Franco Parenti e Sonia Bergamasco con la collaborazione del Centro Culturale Il Funaro

KARENINA, prove aperte di infelicità

di Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco

da Lev Tolstoj

con Sonia Bergamasco 

regia Giuseppe Bertolucci

 

Anna Karénina e Tolstoj: un autentico caso di personaggio in cerca del suo autore. Anna non è un’invenzione, ma un’ossessione: un fantasma che si insedia nella mente di Tolstoj, lo costringe a interrogarsi sul suo significato, lo attira e lo respinge con l’ambivalenza tipica delle esperienze supreme. La strada che conduce dai primi abbozzi di Anna Karénina all’opera compiuta è lunga, accidentata e imprevedibile; una testimonianza impareggiabile sull’origine dell’opera d’arte.

Non si tratta di “mettere in scena” un testo narrativo ma di mostrarne la genesi a partire dai primi appunti disarticolati per arrivare ad alcune sezioni particolarmente significative dell’opera compiuta. L’idea è quella di impiegare il talento di Sonia Bergamasco non solo nel tentativo di “rappresentare” o “incarnare” Anna Karénina, ma in qualcosa che non è esattamente né l’autore né il suo personaggio: l’idea nel suo farsi. E questo mirabile work in progress, se naturalmente è stato messo in ombra dal risultato finale, è una storia a sé, affascinante e ricca di sorprese. Approfondendo e articolando maggiormente un’idea già sperimentata in passato, in scena sarà presente, accanto a Sonia Bergamasco, anche lo scrittore Emanuele Trevi. A più di dieci anni di distanza da L’amore probabilmente – suo ultimo film di finzione, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia – Giuseppe Bertolucci torna a percorrere, con la stessa protagonista, quella sottile linea d’ombra che separa la realtà dall’immaginazione.

 

durata: lo spettacolo debutta nel corso della stagione

 

 

sabato 18 febbraio 2012, ore 21.15

Allibito Srl

Alessandro Bergonzoni in

URGE di Alessandro Bergonzoni

regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi

foto di Riccardo Rodolfi

 

Urge il nuovo spettacolo di e con Alessandro Bergonzoni, un allestimento che già dal titolo vuole chiaramente segnalarci un’allerta, una necessità artistica senza sosta e senza indugi. Ma cosa “urge” a Bergonzoni, che arriva a questo nuovo testo dopo il pluripremiato Nel? Sicuramente segnalarci delle differenze, che se trascurate possono realmente cambiare il senso delle cose, come quella tra sogno e bisogno. Ma anche dimostrare che la comicità è fatta di materiali non solo legati all’evidente o al rappresentato.

E soprattutto mettere sotto i nostri occhi il suo “voto di vastità” un vero e proprio canone artistico che lo obbliga a non distogliere mai gli occhi dal tutto. Un tutto composto dall’enormità e dall’invisibile, onirico, sciamanico e trascendentale.

E in questo tutto è essenziale quindi anche lo spazio scenico, curato sempre da Bergonzoni, che firma anche la regia in collaborazione con Riccardo Rodolfi. “Urge” quindi verificare dalla platea questa ulteriore e necessaria scrittura comica di quello che senza dubbio è uno dei più originali artisti contemporanei.

 

durata:1h 20’

 

 

sabato 10 marzo 2012, ore 21.15

Teatro Franco Parenti

IL GRANDE INQUISITORE

da I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij

con Remo Girone

 

La leggenda del grande inquisitore inaugura il nostro viaggio dentro l’anima russa. Si tratta del noto racconto di Ivan Karamazov, all’interno del grande romanzo I fratelli Karamazov, che rappresenta il vertice del pensiero teologico-filosofico di Dostoevskij.

A portarlo in scena Remo Girone, interprete sensibile e inquieto della parabola di Cristo che nel Millecinquecento torna sulla terra, a Siviglia, dove il Grande Inquisitore sta consegnando al rogo centinaia di eretici. La vicenda è nota: il vecchio e potente ministro della Chiesa pronuncia contro il Messia un fortissimo atto d'accusa, rimproverandogli di aver voluto portare la libertà a un popolo che è incapace di usufruirne: “L’umanità va gestita come un gregge e noi questo lo sappiamo fare e tu non puoi disturbare questo nostro progetto. La tua possibilità l’hai avuta ora tocca a noi” - sostiene l’Inquisitore.

 

durata: 1h

 

 

sabato 24 marzo 2012, ore 21.15

Agidi

Angela Finocchiaro e Michele Di Mauro in

OPEN DAY di Walter Fontana

regia di Ruggero Cara

 

Separati da tempo, mediamente tritati dalla vita, entrambi sui cinquanta: una madre e un padre si ritrovano faccia a faccia in un giorno importante: iscrivere la figlia quattordicenne alla scuola media superiore. Sembra facile, ma non lo è.

Un semplice modulo da compilare diventa per i due ex-coniugi un interrogatorio insidioso, che li spinge a ripercorrere la loro vita, in un crescendo di sottile follia.

Tra litigi interrotti da anni, discorsi intorno a una figlia che non si vede mai, ma è al centro di tutto, licei chic con presidi analfabeti e incursioni mentali nella Grecia del IV secolo a. C., si intrecciano tensioni, speranze e qualche sorpresa: perché il passato non è sempre come te lo ricordi e il futuro non è mai come te lo immagini.

Dopo i trionfi cinematografici del 2010 e il successo teatrale di Miss Universo, Angela Finocchiaro torna a collaborare con Walter Fontana, autore di questo nuovo testo, per dar vita a uno spettacolo ironico, tagliente e ricco di emozioni, nato da una domanda che riguarda tutti noi: come si guarda al futuro quando non sai bene come comportarti col presente?

 

durata: lo spettacolo debutta nel corso della stagione

 

 

domenica 1 aprile 2012, ore 21.15

Produzione Teatro Quirino/Teatro Stabile di Calabria

Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli in

LO SCARFALIETTO, Lo scaldaletto di Eduardo Scarpetta

adattamento e regia Geppy Gleijeses

 

Lo Scarfalietto o Lo Scaldaletto è “la più divertente commedia napoletana di tutti i tempi”. Geppy Gleijeses ha indagato dal 2001 a oggi la contemporaneità allucinata della drammaturgia napoletana e ora torna alle origini; al padre naturale di Eduardo De Filippo, a quell’Eduardo Scarpetta che riformò il teatro comico napoletano, sostituendo la maschera di Pulcinella con il borghesuccio Felice Sciosciammocca, con il suo bastoncino di canna, le scarpe lunghissime, il mezzo tubo e il fracchettino che anticipò Charlot. Lo spettacolo, recitato in un napoletano assolutamente comprensibile, vede protagonisti Amalia e Felice, freschi sposi, che litigano per qualsiasi banalità. Stavolta è la rottura di uno scaldino nel letto nuziale a provocare il finimondo, con convocazione di avvocati e richieste di separazione. Alle liti violente assiste Gaetano Papocchia, un anziano pretendente che capita in casa della coppia per affittare un “quartino” destinato alla soubrette Emma Carcioff, per cui da tempo spasima. In un vortice di gag, equivoci e incomprensioni si svolge questo buffo processo e la risata è assicurata.

 

durata: 2h 30’

 

 

martedì 24 aprile 2012, ore 21.15

Nuova Scena - Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

Massimo Dapporto, Maurizio Donadoni, Lucia Lavia in

OTELLO di William Shakespeare

traduzione, adattamento, regia Nanni Garella

con Federica Fabiani, Gabriele Tesauri, Woody Neri, Matteo Alì

foto di Raffaella Cavalieri

 

Otello, una volta scrostato dai depositi romantici e naturalistici, è un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana: per Otello il mondo è bello, gli uomini sono nobili, e giustificano la loro esistenza nella lealtà e nell’amore; per Iago il mondo è abietto e volgare e gli uomini sono come animali, carogne che si divorano l’un l’altro; da un lato un’idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all’armonia; dall’altro la totale assenza, machiavellica, di ideologia, il pragmatismo empirico più spregiudicato.

Nessuno ha la meglio, alla fine. In realtà, il mondo somiglia molto di più a come lo immagina Iago, ma anch’egli ne è travolto, come Riccardo III. Cosa resta, dopo gli assassini, i suicidi, il crollo della fiducia, della fedeltà e dell’amore? Probabilmente solo la notte buia, il cupo abisso in cui precipita a volte la mente umana. L’accesso di follia distruttiva e autodistruttiva, omicida e suicida, di Otello, nutrita dalla menzogna e dall’infamia di Iago; e la dissoluzione di un mondo di valori, come famiglia, patria, amore, lealtà, coerenza morale.

 

durata: 2h

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