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Approfondimento: quando diventammo gli "azzurri"

La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell’esordio del 1910 era di colore bianco. La partita: un’amichevole, avversario la Francia. Sempre che di “amichevole” si possa parlare quando s’incrociano i transalpini. La prima tenuta di gioco era in onore della squadra più forte del momento, la Pro Vercelli. La squadra piemontese aveva già vinto nel 1910 due scudetti e si apprestava a collezionare un filotto di altri tre titoli consecutivi (1910-11, 1911-12, 1912-13). A proposito di Nazionale, il primo maggio 1913, nell’amichevole contro il Belgio vinta per 1-0, erano nove i giocatori della Pro schierati tra i titolari.

Ma nel 1913 l’Italia era già passata all’azzurro: per la precisione fin dalla terza partita della sua storia giocata il giorno della befana del 1911. Ancora un’amichevole, avversario l’Ungheria che ci sconfisse per 1-0. Il cambio di colore non fu dunque di buon auspicio. L’azzurro venne scelto perché rappresentava il colore dello stendardo dei Savoia.

Per una brevissima parentesi,nei primi 2 match dei Mondiali del 1938, contro Norvegia e Francia, gli “azzurri” diventarono i “neri”, colore scelto, guarda caso, dal duce in persona. In quei mondiali, oltre alla maglia ufficiale, protagonisti furono… i pantaloncini. Nella semifinale contro il favoritissimo Brasile a Marsiglia, i brasiliani avevano già prenotato l’albergo a Parigi sicuri di volare in finale, Meazza fu protagonista di un singolare episodio: prima di tirare il rigore del 2-0 si ruppe l’elastico dei suoi pantaloni. Così Peppino dovette tenerli con una mano mentre calciava. E chissà che non sia stato proprio questo diversivo a beffare il portiere avversario consentendo all’Italia di raggiungere la finale contro l’Ungheria. Piola dovette trovare un sarto ma ai brasiliani non restò che pagare la penale per l’albergo parigino che furono costretti a disdire.

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