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Approfondimento: Marco Frattini, una vita davvero oltre gli ostacoli

42.195 metri. È la distanza della maratona di Milano. Nel 2008, Marco Frattini ha fissato il cronometro sulle 2 ore 48’ 38”. Dopo questa performance, ha cominciato a coltivare un sogno: “Taipei 2009”, le olimpiadi dei silenziosi. La maratona era per il 14 settembre. Così fin dalla primavera Marco si lanciava in diverse prove: la maratona di Seregno, il campionato italiano di Cross a Torino e, poche settimane dopo, ancora maratona a Padova, chiusa in 2h 51’ 33”, 60simo tempo assoluto. Poi ha cominciato a spezzare l’allenamento con la sky run mozzafiato Monza - Resegone e il palio di Desio, che si corre sugli 800 metri, calzando zoccoli spacca piedi.

Purtroppo Marco non è stato convocato per correre la maratona di Taipei ma non dovendosi recare nella capitale dell’isola di Taiwan ha potuto partecipare il 6 settembre 2009 a Cavalese al Mondiale di corsa sulla lunga distanza riservato ai laureati in medicina e odontoiatria. Il percorso era impegnativo, 25,5 km, oltre 1500 erano gli atleti iscritti. Marco ha conquistato la terza piazza del podio con il tempo, davvero di tutto rispetto, di 1:37,02.

Ma la vita di Marco va davvero oltre l’atletica e il suo essere audioleso: grazie a lui è nato il progetto del «Teatro del silenzio» nell’ambito del quale ha realizzato i sottotitoli dello spettacolo Il Paradiso può aspettare con cui la compagnia Piazza 77 ha debuttato al Brancaccio di Roma. Inoltre, lavora nello studio del padre e, fin da studente, fa il volontario in un istituto di neuro-riabilitazione psichiatrica.

Nel cuore poi, c’è sempre la musica. La discografia di Marco è ferma al 2006 - così dice scherzando - ma Sinatra se lo ricorda: Fly me to the moon, let me sing among those stars… fra quelle stelle si può ancora cantare e chissà che non siano a portata di corsa. Come i sogni.

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