Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Laretina

Portale del Comune di Arezzo

sabato, 15 Dicembre 2018
Portale Ufficio Stampa Approfondimenti Approfondimento: i rifugiati. Chi sono e da dove provengono
Conferenze stampa

Lucia Tanti: l’impegno per i diversamente abili

17 dicembre 2018 - ore 11.30 - Piazza della Libertà

Telethon: raccolta fondi e pedalata

10 dicembre 2018 - ore 12.00 - Sala Giostra del Saracino - Palazzo Comunale

Altro…
Attività amministratori

Attività di Giunta

Attività di Consiglio

Archivio attività

Archivio Comunicati

Archivio storico dei comunicati

Archivio comunicati dell'ultimo mese

Archivio comunicati dell'ultimo anno

Esprimi il tuo parere

Il contenuto di questa pagina risponde alle tue aspettative:

Si

No, e ti dico il perchè

 

Approfondimento: i rifugiati. Chi sono e da dove provengono

Pubblicazione realizzata con i finanziamenti assegnati per l'anno 2010 al Comune di Arezzo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sui fondi dell'otto per mille dell'IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale

 

Rifugiato è colui che, (...) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese, di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese: oppure che, non avendo la cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.» (Convenzione di Ginevra, 1951)

Un richiedente asilo è un individuo che ha chiesto la protezione internazionale e la cui richiesta di status di rifugiato non è stata ancora accettata. Come parte del suo obbligo di proteggere i rifugiati nel suo territorio, il paese d'asilo è normalmente responsabile di determinare se un richiedente asilo è un rifugiato o meno. Questa responsabilità è spesso incorporata nella legislazione nazionale del paese e, per gli Stati contraenti, è derivata dalla Convenzione del 1951 relativa allo Status di rifugiato

 

In Europa, nel 2011, il maggiore aumento annuale di richieste in materia di asilo si è verificato negli otto Paesi dell'Europa meridionale che hanno ricevuto 66.800 richieste di asilo nel corso del 2011, un 87% in più rispetto al 2010. Tale incremento è dovuto principalmente agli arrivi in barca in Italia e a Malta e alla registrazione di un maggiore numero di richieste individuali di protezione internazionale in Turchia (+74%). Con circa 74.000 domande di asilo, gli Stati Uniti d'America sono il paese con il maggior numero di domande d'asilo tra i 44 paesi industrializzati. Francia è stato il secondo con 51.900 domande di asilo, seguita da Germania (45.700), Italia (34100), e Svezia (29.600). I 5 paesi indicati considerati nel loro insieme ricevono più della metà (53%) di tutte le richieste ricevute nei 44 paesi industrializzati. Con 35.700 domande d'asilo presentate nel 2011, l'Afghanistan era la più importante fonte paese di richiedenti asilo nei 44 paesi industrializzati, seguita dalla Cina (24.400 domande), Iraq (23.500), Serbia e Kosovo (21.200), e Pakistan (18.100)[1].
In Italia sono presenti 56397 rifugiati alla fine dell'anno 2010[2].

In Italia esiste un Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) che coinvolge una estesa rete di enti locali. Nel 2010 sono state 6.855 le persone accolte nei posti messi a disposizione dalla rete SPRAR.

L'obiettivo delle misure di accoglienza messe in atto dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è il conseguimento, ovvero la riconquista, di una autonomia personale fortemente inficiata dal percorso migratorio.

 

Il Comune di Arezzo è titolare di un progetto SPRAR da gennaio 2008. Nell'anno 2012 i posti a disposizione ad Arezzo e in provincia sono stati 15 dei quali 10 per uomini soli e 5 per donne sole o con figli minori a carico. A novembre 2012 sono state 20 le persone ospitate all'interno dei posti del progetto SPRAR ad Arezzo.

 

Dal 2011 nel territorio aretino sono presenti anche altre esperienze di accoglienza coordinate dalla Protezione civile e dalla Provincia di Arezzo per dare risposta ai profughi provenienti in particolar modo dalla Libia e dalla Tunisia per la cosiddetta Emergenza Nord Africa. Nel 2011 sono infatti arrivati in Italia 62962 migranti provenienti dalle coste libiche a seguito delle rivolte arabe. A novembre 2012 sono state circa 140 le persone che sono passate e ospitate, con un'età media di 27 anni circa e di 9 nazionalità diverse (Ciad, Mali, Ghana, Nigeria, Pakistan, Niger, Sierra Leone, Sudan, Burkina Faso[3].

 

 

I PAESI DA CUI PROVENGONO I RIFUGIATI: ALCUNI ESEMPI.

 

SOMALIA

Si stima che i rifugiati somali siano un milione, mentre gli sfollati interni (Internally Displaced Persons, o IDPs) in Somalia sarebbero circa 1,3 milioni. Secondo i dati diffusi a giungo 2012 dall’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, sono più di 980 mila i somali che vivono attualmente come rifugiati in Kenya, Etiopia, Yemen e Gibuti a causa dei conflitti, delle violazioni dei diritti umani e della scarsità delle piogge. Il portavoce dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per rifugiati, Andrej Mahecic, ha dichiarato che nel primo quadrimestre 2012 circa 20mila somali hanno cercato rifugio fuori dalla Somalia.
La situazione è critica anche se il numero dei rifugiati si e’ dimezzato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando centinaia di migliaia di somali si erano rifugiati nei campi di Dadaab, nel Kenya nord orientale, per fuggire ancora una volta dalla siccità e dagli incessanti conflitti.

Il percorso che i profughi sono costretti ad affrontare per arrivare in quei campi è particolarmente insidioso. Viaggiano soprattutto a piedi, esausti e disidratati, considerando che il cammino può durare addirittura due mesi. Alcuni di loro perdono i familiari lungo la strada a causa di fame e sete.

L’ampio volume di rifugiati somali – non tutti approdati in Kenya – da sempre mette a dura prova i Paesi ospitanti della regione, a loro volta estremamente colpiti dalla siccità.

L’Africa orientale è nella morsa di una crisi alimentare che, secondo le stime diffuse dalle Nazioni Unite nel 2011, sta interessando almeno 10 milioni di persone, di cui 2 milioni sono bambini sotto i cinque anni. Una situazione che sembra destinata a peggiorare.

 

SUDAN

Il campo sfollati di Nyla, nel Darfur, continua ad essere tra i più grandi del mondo. Precisamente il secondo per numero di profughi, superato nell'infelice primato da quello di Daab in Kenia, che accoglie il fiume di somali che fuggono dalla carestia. Le Condizioni di vita di questi come di tutti gli altri profughi darfuriani continuano ad essere spaventose. Mentre si alternano stancamente trattaive di pace e nuove esplosioni del conflitto, la raltà della popolazione civile resta di miseria e violenza quotidiana. Nei primi mesi del 2011 nuovi focolai di scontri hanno provocato la fuga di altre migliaia di sfollati. La situazione rimane estremamente delicata. Non solo per le condizioni estreme in cui vive la gente, ma anche perchè sia il regime sudanese che i ribelli mettono in atto una strategia di pressione, fatta di reti spionistiche, infiltrazione nei campi e intimidazioni verso i leader degli sfollati di contiguità coi ribelli o di collaborazionismo col Governo di Khartoum.

 



[1]          UNHCR, Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries 2011, March 2012

[2]    UNHCR, Global trends 2010, December 2011

[3]    “Nel 2011 sono arrivati in Italia 62962 migranti provenienti dalle coste libiche a seguito delle rivolte arabe. (…),” Luatti L., Tizzi G., La Mastra M, (a cura di), Vivere insieme. Quarto rapporto sull'immigrazione e i processi di inclusione in provincia di Arezzo, Provincia di Arezzo, Oxfam Italia, Arezzo, novembre 2012

Realizzato con Plone®

2011 © Comune di Arezzo